LE BELLEZZE DI SOGLIANO

Molte sono le bellezze architettoniche e paesaggistiche di Sogliano Cavour.

 

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Iniziamo dalla Chiesa Matrice che, già nel ‘400, era intitolata a San Lorenzo, protettore di Sogliano. Nel 1743, in seguito ad un terribile terremoto, che procurò molti danni nel Salento, fu distrutta e ricostruita. Certamente, la Chiesa originaria era più piccola ed incorporata nella cinta muraria del paese; col passaggio dal rito greco al rito latino, mutò il suo titolo in “Parrocchiale Chiesa di San Lorenzo”. Sull’ingresso si può leggere la scritta: “Aere collectitio et Familiae Michaeli A. 1889 D.”, che testimonia la grande generosità della famiglia Micheli che contribuì alle spese per ultimare i lavori. L’edificio, che è stato concepito secondo un modello neorinascimentale, presenta una facciata neoclassica, interrotta verticalmente da quattro lesene sormontate da una trabeazione che divide il primo ordine dal secondo. L’interno è a croce latina. Al centro della cupola, è raffigurato, in una nuvola, un angelo che ha in una mano la graticola e nell’altra una corona, mentre un secondo angelo regge la palma: questi sono i simboli di San Lorenzo, protettore di Sogliano, e la stessa scena si ripete specularmene sul pavimento musivo, opera dei fratelli Peluso di Tricase. Sul mosaico, all’ingresso della porta principale, è raffigurato lo stemma civico di Sogliano. Sui pennacchi della cupola, vi sono quattro piccole tele, del 1890, opera di Raffaele Palamà, sacerdote di Sogliano, che rappresentano gli Evangelisti Marco, Luca, Giovanni e Matteo. Allo stesso Palamà si deve anche il recupero dell’affresco di San Lorenzo. Notevole è l’Altare Maggiore, in stile barocco, che anticamente era collocato nella parte opposta della chiesa; nella Cantoniera, situata alle spalle, si trova l’antico organo che i fratelli Kirker, cittadini tedeschi abitanti a Gallipoli, realizzarono nel 1751; poi, l’Altare della Madonna del Rosario, l’Altare della Madonna Addolorata e l’Altare di San Michele, ai cui lati sono poste due pregevoli statue raffiguranti San Giuseppe e San Francesco da Paola con alla loro base due rosoni, con le scritte “vir justus”, riferita a San Giuseppe, e “paupertas”, riferita a San Francesco; la statua di San Michele che schiaccia il demonio è al centro di un’ampia nicchia semicircolare impreziosita da una ghirlanda finemente lavorata; sulla sommità spicca lo stemma della famiglia Micheli. A seguire, l’Altare di San Giuseppe, l’Altare del Crocifisso e l’Altare di San Lorenzo, opera dei primi del Novecento del maestro Isaia da Maglia che decorò tutta la chiesa: questo altare è sormontato da un affresco riproducente il martirio del Santo. Notevole è, poi, la statua in legno di San Lorenzo Martire, il cui reliquiario, in argento, venne portato a Sogliano da Napoli, sul finire del 1500, dai fratelli Giacinto e Pasquale Micheli, che erano studenti in quella città. Notevole, anche, nella Sacrestia, l’Archivio parrocchiale.

Troviamo poi, a Sogliano, la Chiesa delle Anime Sante, costruita extra moenia ed anticamente intitolata a San Trifone, completamente riedificata nel 1836. Accanto al Comune, sorge l’imponente Chiesa degli Agostiniani. La Chiesa di Maria SS. Assunta, comunemente nota come Chiesa del Convento, sorge su un complesso di grotte delle quali è rimasta parzialmente visibile solo quella della Madonna del Riposo. Nella sua struttura attuale, la chiesa risale al 1660, come indicato dalla data incisa sulla facciata esterna. L’interno, caratterizzato da una planimetria ad aula e ricco di motivi plastici e pittorici di notevole rilievo, si avvale di sette altari: l’Altare del Crocefisso,l’Altare dell’Immacolata, l’Altare di Santa Monica,l’Altare di San Nicola da Tolentino, quello della Natività e quello dedicato a Sant’Agostino. Attraverso due scale ai lati dell’altare maggiore si accede al coro ligneo, opera del 700, finemente lavorato. Ai lati dell’altare maggiore, due tele raffiguranti la Madonna della Cintura e l’Immacolata; sulla cantoria, vi è una bellissima Crocifissione e nelle lunette, dodici tele raffiguranti gli Apostoli. Nell’ingresso, vi è una grande tela dedicata a Sant’Agostino. Nella sagrestia, si può ammirare un lavabo in pietra leccese, un affresco di Sant’Agostino del 700 e tre dipinti su tela con le immagini della Madonna del Rosario, della Madonna del Buon Consiglio e di San Vincenzo Ferrari.

La presenza dei Padri Agostiniani è attestata a Sogliano fin dal 1617, quando il Vicario Generale dell’Arcidiocesi di Otranto concedette licenza agli Agostiniani che prendessero possesso della chiesa di Santa Maria del Riposo come loro monastero. I Padri Agostiniani iniziarono così a costruire la chiesa e il monastero che vennero ultimati solo dieci anni dopo, nel 1650. Ulteriori abbellimenti vennero fatti nel corso degli anni, ma il complesso degli Agostiniani diventò un centro di cultura ed un importante punto di riferimento per la vita, non solo religiosa, soglianese. Dopo l’Unità d’Italia, i beni ecclesiatici vennero incamerati dallo Stato e la presenza dei monaci agostiniani, a Sogliano, cominciò a diminuire, data la difficoltà di sussistenza, fino a scomparire del tutto nel 1926, anno in cui gli ultimi Agostiniani si trasferirono a Napoli.

Fra i palazzi più importanti di Sogliano, ricordiamo il Palazzo Roscio, uno dei più antichi, che ci fa ricordare il dotto filosofo e medico Nicola Roscio, vissuto tra 700 e 800.

Inoltre, il Palazzo Micheli, appartenente alla famiglia Micheli, che più di ogni altra ha dato lustro a Sogliano. Fra i suoi esponenti, ricordiamo Pietro Micheli, vissuto nel XV secolo; Frà Tommaso Micheli, francescano, che accompagnò l’arcivescovo di Otranto, mons.Pietro Antonio De Capua, al Concilio di Trento e fu superiore dei frati minori nella provincia Religiosa di Bologna; Mario Micheli, famoso giureconsulto del 1600; Marco Micheli, che divenne monaco col nome di Frà Paolo da Sogliano, che visse nel Convento di San Pietro di Galatina e al quale si attribuiscono molti miracoli; morì, in odore di santità, nel 1657 e fu seppellito nella basilica di Santa Caterina d’Alessandria a Galatina; Gian Tommaso Micheli, giurisperito del 700; Giacinto e Pasquale Micheli, che portarono a Sogliano le reliquie di San Lorenzo. Alla illustre famiglia Micheli apparteneva anche Mario Micheli: nato nel 1779, medico, chimico e filosofo naturalista, si formò nel monastero dei Padri Agostiniani e frequentò l’Università di Napoli, laureandosi in medicina; noto come “Doctor Phisicus”, scrisse diverse opere di carattere scientifico, tra cui la più importante è “L’analisi chimica e medico-pratica di un’acqua minerale sulfurea in Provincia di Lecce”. Quest’opera, ripubblicata nel 2000 dal Centro Studi “S. Agostino”, fondato da Don Giuseppe Palamà, con un saggio introduttivo di Cosimo De Giorgi (il quale, nelle sue “Note Geologiche sulla Provincia di Lecce” annoverava il Micheli tra i ricercatori salentini che con maggiore scrupolo e rigore si erano occupati di paleontologia, mineralogia e geologia) ed una post-fazione di Michele Paone, è un documento di assoluto valore poiché Micheli fu il primo studioso a far conoscere le qualità terapeutiche delle acque sulfuree di Santa Cesare Terme.Socio dell’Accademia dei Lincei, il Micheli approfondì in seguito le origini vulcaniche della penisola salentina e i suoi studi lo resero così famoso che fu chiamato ad insegnare fisica e chimica a Lecce. Morì nel 1859. Giacinto Micheli, fratello di Mario, fu un apprezzato matematico, avvocato e letterato, pur non essendo altrettanto famoso.

Vincenzo Micheli, figlio di Mario, canonico e teologo, fu Vicario generale dell’arcivescovo di Otranto Caiazzo.In morte di questi scrisse, nel 1888, “Elogio funebre di Monsignor Caiazzo” e inoltre compose “Compendio storico della città di Otranto e martirio de’ suoi ottocento cittadini”, una tragedia sui Beati Martiri otrantini, di cui egli era particolarmente devoto. Ma, pur trapiantato ad Otranto, non aveva perduto l’amore per la sua Sogliano e, a dimostrazione di ciò, compose una tragedia su “San Lorenzo”, patrono di Sogliano, nel 1858, e nello stesso anno fu rappresentata a Sogliano in occasione del XVI Centenario del martirio di San Lorenzo, avvenuto il 10 agosto del 258. Per amore della sua terra, volle ampliare la chiesa parrocchiale e diede incarico all’architetto Filippo Bacile, di Spongano, di seguire i lavori che, iniziati nel 1880, vennero portati a termine nel 1889.

Un’altra famiglia che diede lustro a Sogliano fu quella degli Angelelli, con Benedetto Angelelli, medico del XVIII secolo e filosofo, e Sincero Angelelli, valente poeta e latinista, del XVIII secolo, che insegnò belle lettere nel seminario di Nardò; a ricordo della famiglia, troviamo il Palazzo Micheli-Angelelli che presenta, sopra l’arco bugnato dell’ingresso, lo stemma partito delle due famiglie con, a sinistra, gli angeli degli Angelelli e, a destra, il leone e le sette stelle dei Micheli.

A Sogliano, inoltre, troviamo il Palazzo Baronale, il Palazzo Vergine e, soprattutto, il Palazzo Greco-Scrimieri, molto bello.

Fra gli altri cittadini illustri di Sogliano, Giuseppe Palamà, matematico, cui è dedicata la Scuola Media. Nato nel 1898, fu autore di molte pubblicazioni scientifiche; famosi i suoi studi sulla teoria dei numeri, sulla regola di Fermat per la fattorizzazione dei numeri, ed altri. Insegnò al Liceo Palmieri di Lecce e, per un breve periodo, all’Università di Bari. Ricevette numerosi premi e attestazioni di merito e morì nel 1959. Bisogna inoltre ricordare Giuseppe Pasanisi (1821-1910), autore di numerose pubblicazioni scientifiche sull’agricoltura e sulle condizioni dei contadini di Terra D’Otranto.

Una storia ricca di nomi illustri, avvenimenti, forte religiosità e dedizione, come si può vedere, quella di Sogliano che, pur essendo un piccolo paesino nell’entroterra salentino, ha molto da insegnare ai suoi figli che la amano e a noi che, incantati, la andiamo a visitare.






 
 

Fonte: Paolo Vincenti
 

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