Assicurazioni
& Pratiche automobilistiche

Assicurazioni
& Pratiche Automobilistiche

 

 

Immobili in Affitto/Vendita


 

 

 

 

 

Strutture ricettive
e Ristoranti nel Salento

Hotels

 

Agriturismo/B&B

 

Ristoranti

 

 

Eventi
nel Salento

Feste

 

Sagre

 

Concerti

 

Mostre

 

Altri

 

 

Newsletter

Iscrizione

 

Cancellazione

 

 

Link utili

Link utili

 

 

Disclaimer

Disclaimer

 

 

Dalla rubrica: Cronaca

FONDI UE, PRIMO TEST PER EMILIANO: A RISCHIO 1,6 MILIARDI DI EURO

L'opposizione: molti ritardi, soprattutto sul piano rurale.
 

Clicca per ingrandireDa qui al 31 dicembre prossimo ci sono quasi due miliardi di euro (esattamente un miliardo e 690 milioni) di fondi europei del vecchio ciclo (2007-2013) da spendere, altrimenti il rischio è che Bruxelles se li tenga per assegnarli a qualche Paese più intraprendente. Un’occasione da non perdere per far sì che questi finanziamenti siano il più possibile produttivi, utili alla crescita dell’economia da tutti invocata. Finora non è stato così, almeno non sempre. Soldi spesi a rilento, talvolta con il contagocce, dispersi su una miriade di microinterventi territoriali che lasciano il tempo che trovano o assegnati a grandi progetti che però sono in ritardo sui tempi di realizzazione, tanto che ora come ora c’è il rischio concreto di perderli.

La Puglia, rispetto alle altre regioni meridionali, ha sempre sfoggiato buone performance di spesa, centrando i target fissati da Bruxelles, con valori chiaramente superiori alla media del Sud Italia. Ma si può fare di più e meglio, ed è quello che ha in mente il neo presidente Michele Emiliano, soprattutto sotto il profilo della qualità della spesa. Anche per questo, nell’ambito del riassetto dell’organizzazione amministrativa, sarà varata una macro-struttura di coordinamento della spesa dei fondi europei. In sostanza: gestione unica di programmazione e spesa dei fondi europei, senza più capitoli di spesa assessorili, ma una cabina di regìa che metta a sistema esigenze spesso trasversali e renda coerenti modalità e direttrici di utilizzo dei fondi comunitari.

Sul piatto ci sono 11,8 miliardi di euro solo per la Puglia. Il documento strategico della nuova programmazione, già al vaglio della Commissione Europea, è stato preparato nei mesi scorsi dalla giunta Vendola, ma il neo governatore potrebbe anche decidere di chiedere una riprogrammazione, considerato che il ciclo 2014-2020 non è ancora partito. La torta da spartire è grande: per tutto il Sud in cassaforte ci sono 70 miliardi a destinazione vincolata. Come spenderli? A preoccuparsene dovranno essere soprattutto i governatori. La sfida è ardua, i numeri lo dimostrano: 5,2 miliardi di Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (residui del vecchio ciclo 2000-2006), 15 miliardi rimasti impigliati del penultimo ciclo (2007-2013), 26,7 miliardi dell’ultimo e nuovo ciclo 2014-2020, a cui va sommato il cofinanziamento nazionale (al 50% per Puglia e Basilicata, al 25% per Calabria, Campania e Sicilia, penalità questa obbligata dai bassi target di spesa registrati nel recente passato).

«La Puglia è in ritardo sui capitoli di spesa legati al Fondo sociale europeo e al Piano di sviluppo rurale - tuona il consigliere regionale di opposizione ed onorevole di Forza Italia, Rocco Palese-. La situazione è di una gravità senza precedenti, ci sono risorse che devono essere spese e che rischiano di essere assegnate ad altre Regioni perché noi non siamo stati in grado di farlo. La Comunità Europa aveva ordinato di spendere entro il 31 dicembre 2016 almeno il 20% delle risorse, ma noi non le abbiamo nemmeno impegnate. Basti vedere il Piano di Sviluppo Rurale, che ha a disposizione un miliardo e 600 milioni ma che non siamo stati capaci di sbloccare anche per sopperire ai danni che sta provocando il batterio della xylella. Troppo populismo e pochi fatti, non c’è da meravigliarsi se un giorno di questi gli agricoltori arrivano in viale Capruzzi con trattori e forche».

Per non perdere i finanziamenti ci sono altri cinque mesi di tempo, poi la Regione dovrà rendicontare, nei minimi dettagli su quanto fatto e, soprattutto, su quanto speso, con tanto di fatture da allegare. Spesso i ritardi accumulati si riferiscono alle spese e non all’impegno preso in bilancio, per cui ci si ritrova con opere sulla carta previste ma mai realizzate, o quantomeno non nei tempi previsti. Così accade, come è capitato lo scorso anno, quando il Governo nazionale ha rastrellato, dopo una ricognizione territoriale, i fondi rimasti inutilizzati riprogrammandoli, cioè dirottandoli su investimenti migliori, com’è capitato per le altre regioni (Calabria, Campania e Sicilia) che insieme alla Puglia fanno parte dell’Obiettivo Convergenza rimproverate dall’Ue per non essere riuscite a spendere i fondi.

La Puglia, sotto l’egida di Emiliano, vuole cambiare decisamente passo: unica cabina di regìa che metta a sistema esigenze spesso trasversali e renda coerenti modalità e direttrici di utilizzo del fondi comunitari. È necessario partire con il piede giusto e porre rimedio a quelle debolezze progettuali, organizzative e amministrative, che hanno caratterizzato l’azione che ha riguardato il ciclo 2007-2013. Non è allarmismo, ma nella classifica Ue della spesa certificata l’Italia (compresa la Puglia), è agli ultimi posti.




Data: 15/07/2015.   Fonte Notizia: Maria Claudia Minerva, Nuovo Quotidiano di Puglia

www.info-salento.it                                         <<  torna indietro

 

 

Comuni della provincia di Lecce

 

 

Viaggi culturali in Puglia

Viaggi culturali in Puglia

 

 

Partners Commerciali

 

 

Shuttle/Navetta
nei comuni di ...

 

 

 

SALENTO
da scoprire ...

Monumenti del Salento