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Dalla rubrica: Turismo

IL BAROCCO NELLA TOP 100: COSTI BASSI, QUI CONVIENE

Parola di imprenditore. «Sono da almeno quattro anni che i prezzi degli hotel a Lecce non vengono ritoccati».
 

Clicca per ingrandireParola di imprenditore. «Sono da almeno quattro anni che i prezzi degli hotel a Lecce non vengono ritoccati». E così sarà anche nel 2016. Per la gioia dei turisti, italiani e stranieri, che anche a settembre hanno rallegrato la città con presenze record e riempito le stanze degli alberghi. Lo stesso andamento potrebbe esserci l'anno prossimo, se è vero - come è vero - che, per il secondo consecutivo, Lecce figura tra le 100 città più convenienti del mondo. Un piccolo primato per la città del barocco che, ormai anche fuori dall’alta stagione, continua ad essere una delle mete predilette dei vacanzieri di ogni età.

Il capoluogo salentino è infatti nuovamente presente nella classifica del Trivago Best Value Index 2016 che, giunto alla terza edizione, stila annualmente la graduatoria delle destinazioni con il migliore compromesso tra qualità e prezzo medio a notte degli hotel. La città conferma il 36esimo posto globale dello scorso anno, risultato che evidenzia l’impegno delle sue strutture in termini di ospitalità e accoglienza. Uno dei global player più influenti in un settore, come quello delle prenotazioni su internet, sempre più in espansione.

La classifica delle prime 100 città di tutto il mondo elaborata da Trivago vede, insieme a Lecce, al 18esimo posto Trapani, al 55esimo Cagliari e all’89esimo Lucca. Lecce, dunque, oltre che essere confermata per il secondo anno, è la seconda città in Italia. In prima posizione si trova la città cinese Fenghuang, seguita sul podio dalla bosniaca Mostar e dalla bulgara Veliko Tarnovo.

Un altro primato, come si diceva. Che rilancia la destinazione e va ad aggiungersi alle performance positive registrate. Con il balneare che ad agosto ha incoronato la costa salentina regina delle vacanze degli italiani e tra le mete preferite dagli stranieri. Anche settembre - a detta degli operatori - è stato positivo. E’ cambiato il target ma non la musica. «È rimasto lo strascico del turismo estivo, ma è ripartito subito la piccola convegnistica. “La destinazione tira, c’è stato un buon riempimento», commenta Andrea Montinari (Gruppo Vestas Hotels&Resorts). E sarà così sino a metà ottobre, stando alle prenotazioni. E alle frotte di turisti - target culturale e ambientalista - che in bicicletta e a piedi Mimmo De Santis (presidente di Federalberghi) ha “fotografato” in questi giorni, protagonisti di un nuovo modo di vivere il territorio.

Ma, dicono gli addetti ai lavori, non è tutto oro quello che luccica. Neppure nelle news del motore di ricerca dell'Osservatorio di Trivago, che ha rilanciato in tutto il mondo pregi e virtù dell’accoglienza in quel di Lecce, rendendo più che mai appettibile la destinazione anche nel 2016.

«Essere tra le migliori città al mondo per qualità e convenienza - commenta Montinari - può sembrare un aspetto positivo, in realtà non lo è perché le nostre strutture sono nuove - e quindi in linea con quanto richiesto dal mercato - però i prezzi sono bassi. Ciò significa nell’ottica dell’imprenditore - che vendiamo male, vendiamo sotto costo». Da che cosa dipende? «Dal mercato. C’è troppa offerta, indiscriminata, rispetto alla domanda di posti letto alberghieri e extra alberghieri, e questo porta ovviamente a deprimere un po’ le tariffe».

Insomma, vista dall’esterno la percezione è positiva, perché individua la destinazione come conveniente e quindi rispetto ad altre più costose può fare la differenza in termini di scelta del viaggiatore. «Ma i ricavi medi, a parità di offerta, sono molto più bassi - aggiunge l’imprenditore - e il ritorno sull’investimento imprenditoriale è negativo». Per capirci, un cinque stelle a Milano costa tre volte di più che a Lecce; e a Bari le tariffe sono mediamente più alte del 20 per cento.

Di ritoccare i prezzi, al momento non se ne parla. Troppo rischioso, considerato che si lavora per non più di cinque mesi all’anno, che il tasso di occupazione annua delle stanze d’albergo è del 50 per cento e che ogni imprenditore fa di testa propria, specie in bassa stagione. A meno che non lo si faccia tutti insieme, dando vita a un preciso “cartello” tra strutture ricettive dello stesso livello, ovvero “stelle”, come ipotizza Montinari.

Mimmo De Santis commenta con enfasi il dato enfatizzato da Trivago; «È verissimo: a Lecce gli alberghi davvero applicano delle tariffe che rapportate alla qualità dei servizi offerti e in alcuni periodi sono addirittura più basse della norma». E spinge l’acceleratore sulla possibilità di un accordo tra alberghi di una stessa categoria per fare cartello insieme: «Condivido in pieno. Sarebbe l’ideale per sostenere l’offerta». Ma questa è un’altra storia.



Data: 30/09/2015.   Fonte Notizia: Angela Natale, Nuovo Quotidiano di Puglia

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