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Dalla rubrica: Turismo

TURISTI ANCHE A OTTOBRE: E' UN AUTUNNO D'ORO

Gli operatori sorridono: il turismo salentino allunga la stagione e continua a macinare utili.
 

Clicca per ingrandireGli operatori sorridono: il turismo salentino allunga la stagione e continua a macinare utili. Dopo il boom estivo e il settembre d’oro, si fanno affari anche a ottobre. Il barocco che tira, i viaggi organizzati che fanno tappa lungo la costa, i congressi che portano nelle strutture ricettive migliaia di persone. E la fotografia di ogni giorno, non solo dei weekend; uno scenario che, per ottobre, sarebbe stato impensabile solo fino a qualche anno fa. Quando la fine del turismo coincideva con l’inizio dell’autunno, in attesa del Ponte natalizio.

Le aspettative sono di un incremento anche a doppia cifra, in alcune località, rispetto al 2014. Alberghi, b&b e case vacanze continuano a ricevere richieste di soggiorno: numeri che, seppure lontani dal tutto esaurito dei mesi estivi, sono ossigeno vitale per gli addetti ai lavori. I primi frutti della destagionalizzazione che comincia a mettere radici. E non solo nelle piccole strutture che passano soprattutto dal Web. Questa volta le conferme arrivano direttamente dagli hotel. «Siamo soddisfatti - afferma Andrea Montinari che guida il gruppo Vestas di cui fa parte anche l’hotel Risorgimento - perché dopo gli ottimi dati di settembre, anche l’inizio di ottobre confermano l’andamento positivo per quella che risulta essere, e parlo dell’intero Salento, sempre di più una destinazione di successo. Ovviamente, non c’è il tutto esaurito, mai i risultati sono più che buoni». Il Salento non solo meta balneare, ma anche meta culturale e polo attrattivo soprattutto per gli stranieri che puntano sull’autunno: «A differenza dei mesi estivi - aggiunge Montinari - dove si registra la forte presenza di italiani, la componente straniera è in forte crescita. Lecce è ancora una meta nuova per lo straniero e si tratta di migliorare offerta e servizi per rendere il territorio sempre più attrattivo. Ci aspettiamo, fiduciosi, un buon numero di prenotazioni fino al Ponte di novembre. Dopo si avverte una leggera flessione che ci accompagna fino a Natale e Capodanno quando le richieste di soggiorno tornano a crescere».

Ma chi è il turista autunnale che visita il Salento? «Principalmente stranieri in quanto hanno una facoltà di spesa maggiore rispetto agli italiani - spiega Franco Maschio, tra i responsabili dell’hotel President - e in primis posso citare inglesi, tedeschi, francesi. Di solito si tratta di gruppi organizzati di pensionati, ma numerose sono anche le coppie. Lecce rappresenta un punto di arrivo e di partenza: si fermano a visitare la città e il resto del soggiorno viene impiegato per visitare la provincia per scoprire le bellezze culturali e le tipicità enogastronomiche».

Non manca una forte presenza di congressisti, ma a muovere, il fatturato di ottobre sono gli stranieri che «restano affascinati dalla bellezza del nostro territorio di cui però in partenza hanno una percezione distorta - aggiunge Maschio - perché è sempre diffusa l’immagine di un Sud trascurato. E, invece, questi turisti restano colpiti soprattutto dalla nostra ospitalità, il passaparola evidentemente funziona perché in questi mesi, rispetto agli altri anni, abbiamo riscontrato un miglioramento notevole».

Dati positivi da portare sul tavolo degli Stati Generali del Turismo in programma oggi a Ecotekne dove gli operatori del settore si riuniranno per confrontarsi e studiare insieme nuove strategie di sviluppo. Ma attenzione perché esiste un’altra faccia della medaglia e con cui, dicono gli operatori, bisogna fare i conti. «L’aumento dei turisti in città da solo non basta - spiega Arnaldo Tassi, consulente tra i più conosciuti del settore ed ex direttore di alberghi - perché non sempre i fatturati sono rose e fiori. Molte strutture alberghiere non assumono più a tempo indeterminato e questo è un sintomo di una profonda insicurezza. Quando una città ha il boom di turisti, ma gli alberghi soffrono c’è qualcosa che non va». Lecce, secondo Tassi, sarebbe la capitale del risparmio «ma non della qualità con il turista che viene qui solo perché costa poco. Gli alberghi tengono i prezzi più bassi a causa della concorrenza di b&b e case vacanze non sempre in regola. In questo modo non c’è redistribuzione del reddito tra le componenti del comparto turismo e il territorio, con le sue professionalità, si impoverisce».


Data: 05/10/2015.   Fonte Notizia: Stefania De Cesare, Nuovo Quotidiano di Puglia

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