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Dalla rubrica: Turismo

DISTRETTO PER IL TURISMO: SGRAVI, ZERO BUROCRAZIA E FONDI PER 150 MILIONI

L'accordo ieri in prefettura. Emiliano: «Basta piagnistei».
 

Clicca per ingrandireNiente alibi. Né “piagnistei” o sofismi dietro i quali nascondersi: dal primo gennaio prossimo non ci saranno scuse cui appellarsi per giustificare eventuali insuccessi o disservizi in tema di turismo. Perché il 2016 vedrà nascere il Distretto turistico, che offrirà alle imprese di 28 Comuni salentini la possibilità di godere di sgravi fiscali e incentivi, di un più facile accesso al credito e di incanalare su una corsia preferenziale e senza impedimenti burocratici di sorta ogni progetto utile a migliorare l’offerta turistica del territorio.

L’idea è stata del prefetto di Lecce Claudio Palomba. Proposta e subito sposata dalla Regione del presidente Michele Emiliano che ieri, a Lecce, ha partecipato alla presentazione del progetto in prefettura. Palomba ha annunciato la creazione del Distretto e incontrato Emiliano già in agosto, quando, trascorsi appena due mesi al timone della nostra prefettura, gli sono stati chiari errori, improvvisazioni e ritardi scontati dal comparto turistico. Un settore nel quale ciascuno pensa a sé, il gioco di squadra è stato sempre una chimera e impresa titanica allungare lo sguardo al di là del limitato orizzonte di una stagione balneare.

«Questa è una sfida» ha esordito Palomba davanti a una platea di sindaci, rappresentanti di associazioni di categoria, sindacati e forze dell’ordine. Una sfida culturale, prima che economica. «Il percorso per l’istituzione del Distretto sarà celere, ma il lavoro difficile - ha aggiunto il prefetto - verrà dopo. Ora dobbiamo correre, non aspettiamo proroghe».

La legge del 2011 (modificata l’anno scorso) che consente l’istituzione dei Distretti prevede la conclusione dell’iter procedurale entro la fine dell’anno. Nei prossimi giorni la prefettura incontrerà Regione e Provincia - presente ieri il presidente Antonio Gabellone - per stabilire i confini territoriali del Distretto, ora limitato ai Comuni costieri, ma che in una fase successiva si allargherà anche a quelli dell’entroterra. Poi invie-rà ai sindaci una prima bozza di protocollo per raccogliere «rapide osservazioni» e, infine, nelle due settimane successive si procederà alla firma dell’atto costitutivo. A quel punto la palla passerà alla Regione, che dovrà convocare la Conferenza dei servizi e, a chiusura dell’iter, inviare il dossier al ministero dei Beni culturali e del Turismo per la firma del decreto di istituzione del Distretto. Tutto, in appena due mesi.

«L’epoca in cui ci piangevamo addosso, che a Roma era peraltro poco gradita, è finita - ha commentato il presidente Emiliano, citando il premier Renzi -. Comincia la nostra “offensiva” e non poteva che cominciare da qui, cuore del turismo pugliese che ci ha reso celebri in tutto il mondo. Con l’istituzione del Distretto il turismo non sarà più soltanto un “problema” da gestire quando intasa strade e strutture del territorio. Il Distretto ci darà gli strumenti per gestire il successo e perché questo continui ad aumentare. Faremo in modo che chi ha voglia di investire, abbia meno problemi possibile, mantenendo però la tutela degli interessi che noi presidiamo, dalla leale concorrenza alla legalità». E dopo il Salento - «che non diverrà repubblica autonoma» ha scherzato il presidente - iil modello del Distretto potrà essere esportato alle altre province di Puglia.

Il turismo come leva dello sviluppo nei prossima anni: «I Comuni - ha chiarito, il vicepresidente Anci, Paolo Perrone - faranno la loro parte con responsabilità e confrontandosi con la Regione, che ha il sialvadanaio più consistente cui attingere». Lo ha confermato l'assessore regionale al ramo Loredana Capone. «Le risorse non sono un problema: denaro da spendere ce n’è, l’importante sarà saperlo fare. La Regione - ha aggiunto interverrà massicciamente sui finanziamenti nei prossimi anni. Fra il titolo II della Programmazione europea sul Turismo e il Pia (Pacchetti integrati di Agevolazioni) si è già fatto molto, ma dobbiamo fare un salto in avanti». Si parla, per il momento, di 150 milioni di euro da aggiungere agli ultimi 40 e da investire nei possimi sette anni.

«Il pacchetto più cospicuo della Programmazione Ue - ha continuato Capone - è sulla competitività. Molto dovremo agire sulla trasformazione digitale e sulla promozione della ricettività del territorio». Il conto alla rovescia per la creazione del distretto è cominciato.


Data: 13/10/2015.   Fonte Notizia: Paola Ancora, Nuovo Quotidiano di Puglia

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