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AVANTI ADAGIO E IL BENEVENTO TENTA "MOSCA"

Se il Lecce piange, Casertana e Foggia di certo non ridono.
 

Clicca per ingrandireSe il Lecce piange, Casertana e Foggia di certo non ridono. Prendendo spunto dal proverbio sul contrasto tra Atene e Sparta, si può inquadrare perfettamente la situazione che regna in questo momento nel girone C di Lega Pro.

Prima e seconda della classe sono reduci, proprio come la squadra giallorossa, da due pareggi consecutivi. I falchetti negli ultimi 180’ hanno portato a casa un doppio 2-2: il primo sul campo della Paganese, il secondo domenica scorsa tra le mura amiche contro il Catanzaro, in situazione di superiorità numerica. I satanelli dal canto loro non hanno saputo sfruttare la doppia chance dello “Zaccheria” portando a casa soltanto due punti: prima un deludente 1-1 contro la Juve Stabia, poi un clamoroso 2-2 in rimonta con la Paganese. Solo il Benevento ha approfittato dei mezzi passi falsi della coppia di testa per accorciare le distanze mentre il Cosenza è stato frenato a Martina Franca dalla neve.

Il Lecce, è vero, nelle ultime due partite contro Lupa Castelli Romani e Fidelis Andria ha raccolto soltanto due punti. Va detto anzitutto che la squadra di Braglia ha iniziato il 2016 con una doppia trasferta e in fin dei conti si può recriminare soltanto per la grande occasione persa a Rieti, contro un avversario molto modesto. Era una partita da vincere a mani basse e il Lecce invece si è complicato la vita da solo con alcune scelte molto discutibili. Ad Andria invece il pareggio ci può stare perché su quel campo sono cadute corazzate del calibro di Casertana (0-2) e Matera (0-3) mentre il Catania, alla pari del Lecce, non è riuscito ad andare oltre lo 0-0 finale.

Ciò non toglie che domenica la squadra giallorossa avrebbe dovuto e potuto fare qualcosa di più per cercare di tornare nel Salento con il bottino pieno. Purtroppo, dopo un primo tempo tutto sommato positivo c’è stata una ripresa in cui la squadra di mister Braglia ha sofferto l’aggressività, l’intensità, la corsa e la voglia di vincere dei padroni di casa. E solo la traversa e le parate di Perucchini hanno evitato al Lecce di incassare la seconda sconfitta della gestione-Braglia.

I salentini hanno confermato al “Degli Ulivi” lo scarso feeling con il gol e non è un caso se l’attacco del Lecce è il meno prolifico delle squadre di testa. Basta guardare la classifica dei gol realizzati: Casertana 29, Foggia 26, Benevento 22 quindi Lecce 18. A scanso di equivoci, è giusto dire che le responsabilità di questa situazione non sono solo degli attaccanti, Moscardelli, Curiale, Diop, Carrozza, Doumbia e ora anche Caturano. Troppo spesso infatti la squadra fatica a costruire azioni d’attacco: le punte non godono dei necessari rifornimenti ma anche loro non si adoperano per porre rimedio alla situazione difficoltà.

In verità, ci sarebbe una scappatoia: il ricorso alle palle inattive. Le statistiche dicono che una percentuale altissima dei gol ha origine su corner e calci di punizione. E questa è una nota dolente del Lecce che colleziona tiri dalla bandierina e punizioni da posizione favorevole senza mai portare pericoli alla porta avversaria. Come ad esempio a Rieti: qui la squadra di Braglia ha usufruito addirittura di 13 calci d’angolo ma soltanto in due occasioni la palla è stata colpita dai calciatori leccesi (nella seconda, Caturano ha fatto gol). Ecco, questo è un aspetto su cui lavorare molto durante la settimana perché sfruttare al meglio le palle inattive a volte aiuta a superare anche le difficoltà create da un terreno di gioco al limite della praticabilità.

Infine, uno sguardo al mercato. Il Lecce ha bloccato la cessione di Abou Diop al Matera in attesa di ingaggiare un’altra punta. Il sogno dei dirigenti giallorossi resta Samuel Di Carmine che però il Perugia non vuol saperne di cedere. Non mancano valide alternative come ad esempio Ali Sowe del Modena (ha giocato con Braglia nella Juve Stabia) e Karamoko Cissé del Benevento. I sanniti dal canto loro sognano di portare in Campania Davide Moscardelli che però il Lecce ha già dichiarato incedibile. A meno che non sia l’attaccante romano a chiedere di andare via, un’ipotesi remota considerato il suo attaccamento al club e al Salento. Certo, la presenza di Curiale aggiunta all’arrivo di Caturano - già in organico - e a quello imminente di un altro potenziale concorrente per un posto da titolare potrebbe far cambiare idea a “Mosca”.


Data: 19/01/2016.   Fonte Notizia: Lino De Lorenzis, Nuovo Quotidiano di Puglia

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