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LO SICCO: BRAGLIA, NON TI DELUDERO'

È stato Piero Braglia a volerlo fortemente nel suo Lecce.
 

Clicca per ingrandireÈ stato Piero Braglia a volerlo fortemente nel suo Lecce. Pur non avendolo mai allenato, il tecnico di Grosseto ha chiesto e ottenuto l’ingaggio di Fabrizio Lo Sicco, il giovane centrocampista prelevato la scorsa settimana dalla Pistoiese.

Il primo contatto diretto con mister Braglia è stato significativo, come spiega lo stesso Lo Sicco: «Mi ha detto due cose molto semplici: di venire con grande umiltà e di dare una mano a questa squadra. Parole che ho apprezzato moltissimo».

Lo Sicco, 24 anni, palermitano, è giunto al Lecce in prestito con diritto di riscatto. «È l’occasione della vita e voglio sfruttarla al massimo - ha detto ieri in conferenza stampa -. So di essere venuto qui soltanto in prestito ma questa formula mi stimola tantissimo: ora sta a me farmi apprezzare dalla società e cercare di convincere i dirigenti ad esercitare il riscatto a fine stagione. Non nascondo che ricevere la chiamata del Lecce per me è stata una grande emozione: arrivo in una grande piazza e in una grande città dove non ho mai avuto la fortuna di giocare. Naturalmente, vengo in punta di piedi, orgoglioso di aver scelto questa società».

Come detto, a volerlo alla sue dipendenze è stato proprio Braglia. «So chi è il mister - continua -, lavoriamo insieme per la prima volta anche se ci siamo affrontati tante volte da avversari». Lo Sicco si tiene stretta la stima del tecnico leccese mentre non è molto tenero nei confronti dell’allenatore della Pistoiese, Massimiliano Alvini. «A Pistoia ho avuto subito problemi con il mister perché non ci capivamo - rivela -. Purtroppo, avevamo idee differenti... Succede». Lo Sicco si è messo già a disposizione di Braglia partecipando alla trasferta ad Andria e assistendo alla partita seduto in panchina.

«È un campo molto difficile, le condizioni del terreno di gioco non ci hanno certamente favorito, però la squadra si è mossa bene in campo, di fronte c’era una squadra molto organizzata. Un punto va bene, è importante muovere sempre la classifica. Questo è un girone molto equilibrato, tosto, difficile, ci sono squadre importanti». Il neo giallorosso due anni fa è stato costretto a fermarsi per un infortunio al legamento crociato da cui però si è ripreso molto bene. Nel Gavorrano ha realizzato 7 gol, nella passata stagione con la Lucchese è arrivato a quota 9. «A Pistoia ho fatto 6 partite su 9 fino al novantesimo minuto di gioco, ma posso dare il mio contributo per più di un tempo. In squadra c’è gente più esperta di me, io lavoro per dare sempre il meglio e non mi sento un leader», sottolinea il centrocampista che offre anche una descrizione delle sue caratteristiche. «Posso giocare in un centrocampo a due o a tre, basso o anche mezzala. Prediligo la palla a terra, creare occasioni per andare a concludere. Davanti a me ci sono giocatori come Papini e Salvi, arrivo in punta di piedi e cercherò di dare una mano alla squadra. Non sono tanto strutturato come si può vedere, ma credo di essere veloce — conclude -. Comunque, preferisco sia il campo a parlare».


Data: 20/01/2016.   Fonte Notizia: Tonio De Giorgi, Nuovo Quotidiano di Puglia

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