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Dalla rubrica: Sport

DIKTAT BRIO: LECCE CON LA CASERTANA LA PROVA DELLA VERITA'

È tornato a Lecce nei giorni scorsi. Lo ha riportato qui il “Barone”.
 

Clicca per ingrandireÈ tornato a Lecce nei giorni scorsi. Lo ha riportato qui il “Barone”. Non poteva mancare Sergio Brio all’appuntamento con il racconto della storia di Franco Causio, nel libro scritto da “Brazil” con Italo Cucci, dal titolo rubato ad una frase di Giampiero Boniperti che era e rimane la curvatura filosofica di Madama Juventus “Vincere è l’unica cosa che conta”.

Brio ha vissuto il primo pomeriggio all'Università salentina e poi la sera alla Feltrinelli. «Ed è stata una immersione in un mare di emozioni bellissime - dice -. Tornare a Lecce, nella mia città, la città dei miei genitori e dei primi grandi sogni che cullavo inseguendo il pallone, incontrare tantissimi degli amici con i quali abbiamo trascorso un passato che ora si ripropone con le suggestioni del ricordo, è stato meraviglioso. Essere accanto a Franco in un momento così significativo della sua carriera che sembra non finire mai, così come ritorna quando ci si affaccia sulla grande storia del calcio, era un dovere ed un piacere legati ad un’amicizia fraterna».

Fa l’opinionista Rai, adesso, Sergio Brio. «Collaboro con "Tutto il calcio minuto per minuto", “Zona Cesarini” e “A Tuttocampo”: sono sempre presente in queste trasmissioni. Ma trovo il tempo per seguire, magari in streaming, il mio Lecce. E il lunedì spesso qualcuno mi telefona dal Salento per parlare della partita». E il ritorno leccese gli ha consentito di farsi un’idea sulle prospettive possibili del calcio leccese. «Ho avuto il piacere di conoscere direttamente, in quest’occasione, i nuovi dirigenti della società giallorossa. Ne ho riportato un’impressione davvero speciale. Persone molto serie, gente per bene, che mi è sembrata anche molto preparata, con le idee molto chiare su ciò che può essere il domani del Lecce. Auguro a loro di riportare il Lecce in alto, fuori da questo calcio che mi ricorda i tempi ruspanti, quando avevo sedici, diciassette anni, e facevo un tifo da matti, seguendo la squadra in trasferta grazie al maestro Attilio Adamo che era anche team manager della prima squadra e mi regalava i biglietti di ingresso alla partite fuori casa. Si andava su campi impossibili, magari angusti. Vasto, Castellammare di Stabia, Caserta e tanti campi e campetti infuocati di provincia. Mi pare impensabile che si sia tornati a giocare sugli stessi campi, dopo aver calcato le grandi scene nazionali con successo e ammirazione generale».

Per uscirne bisogna continuare a risalire. Ed il campionato propone una sorta di incrocio che può segnare in qualche modo l’annata. Prima un sabato speciale, con la partitissima sul campo difficile della capolista Casertana. Si andrà in campo la sera, quando già si conoscerà il risultato dell’altro scontro diretto in programma fra Foggia e Benevento in terra daunia. «Il Lecce mi pare in risalita e contro la Juve Stabia non solo ha vinto, ma ha convinto pienamente. È partita già con un ottimo organico e mi pare che strada facendo abbia apportato le necessarie correzioni secondo i bisogni del nuovo allenatore, Braglia, uno che ricordo da calciatore, per averlo incontrato da avversario. Era già duro, tosto, deciso. E uno così il carattere se lo porta addosso anche quando passa nel ruolo di allenatore. Gode di grande stima, grazie alla sua lunga, positiva esperienza che gli ha consentito di vincere diversi campionati. Per ciascuno di noi parla la propria storia personale».

Brio esclude che la gara di Caserta possa avere un peso decisivo sulle sorti del campionato. «Certo, una vittoria del Lecce sarebbe un messaggio per tutti i concorrenti ed avrebbe una ricaduta importante sull’autostima per la squadra, in proiezione futura. In un certo senso può essere una partita-verità, perché richiede grande personalità e capacità di gestione tattica, ma prima ancora psicologica. Una vittoria darebbe continuità al bel successo sulla Juve Stabia, con riflessi significativi. Il cammino è ancora lungo, ma certe tappe sono più importanti delle altre. E poi in ogni caso, in caso di vittoria trarrebbe vantaggio dall’esito dello scontro diretto fra le altre due grandi pretendenti, due formazioni assai ben attrezzate e con tanta voglia di B come Foggia e Benevento».


Data: 28/01/2016.   Fonte Notizia: Antonio Imperiale, Nuovo Quotidiano di Puglia

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