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GUARDALINEE, IL LECCE RISCHIA LA BEFFA

Rischia di trasformarsi in beffa il pareggio ottenuto con pieno merito dal Lecce sul campo della Casertana.
 

Clicca per ingrandireRischia di trasformarsi in beffa il pareggio ottenuto con pieno merito dal Lecce sul campo della Casertana. A destare molta preoccupazione tra i tifosi giallorossi - ma non tra i dirigenti del club di piazza Mazzini - è stata la notizia della mancata omologazione del risultato. Il Giudice sportivo della Lega Pro, il notaio Pasquale Marino, ha scritto nel comunicato ufficiale numero 121 del 2 febbraio 2016: “preso atto del preannuncio di reclamo inoltrato dalla Casertana avverso l’esito della gara indicata in oggetto si soprassiede ad ogni decisione in merito”.

Cosa avrebbe spinto la Casertana a chiedere, a quanto pare, addirittura la vittoria a tavolino? Secondo i dirigenti del club campano infatti il collaboratore tecnico del Lecce, Giovanni Fasano, sabato scorso non avrebbe avuto titolo per svolgere la mansione di guardalinee in seguito all’infortunio dell’assistente Meozzi. Al momento però si tratta soltanto di supposizioni in quanto la Casertana ha tre giorni di tempo, a partire dal preannuncio di reclamo, per presentare le motivazioni al giudice sportivo e al Lecce. Quindi, entro domani si saprà con certezza l’oggetto del contendere.

Come dicevamo però i dirigenti della società salentina sono tutto sommato sereni, come si evince anche dal tenore del comunicato stampa diffuso nella serata di ieri: “L’Us Lecce, pur ribadendo l’unicità dell’episodio verificatosi sabato scorso e per il quale non ci sono precedenti simili nei campionati professionistici, non ha fatto altro che seguire rigorosamente le indicazioni dell’arbitro Paolini, il quale pur essendo tenuto da regolamento a reperire altro assistente (anche tramite comunicazione fonica), ha ritenuto invece di poter continuare a dirigere la gara da solo senza la collaborazione dei guardalinee. In tale ruolo sono stati individuati, a scopo puramente formale, dei soggetti inseriti in distinta, soggetti, che peraltro, non sono stati mai presi in considerazione dall’arbitro nello svolgimento della parte residua della partita. L’iniziativa della società Casertana di avvalersi di cavilli formali per stravolgere il risultato del campo è in contrasto con ogni valore etico dello sport e con il Codice di Giustizia Sportiva, che esclude conseguenze che possano incidere sul risultato sportivo quando vengano eccepite contestazioni puramente formali. Anche il silenzio stampa in cui si è chiusa la Casertana si commenta da solo”.

Vale la pena allora esaminare le norme in vigore a cominciare dall’articolo 17 del Codice di giustizia sportiva, comma 5 lettera B che recita testualmente: “La punizione sportiva della perdita della gara è inflitta, nel procedimento di cui all’art. 29, commi 7 e 8, alla società che: b) utilizza quali assistenti dell’arbitro soggetti squalificati, inibiti o che comunque non abbiano titolo”. Per fortuna in soccorso del Lecce c’è il comma 6, lettera b: “Comportano l’applicazione delle sanzioni dell’ammonizione o dell’ammenda a carico della società, dell’inibizione temporanea a carico del dirigente accompagnatore ufficiale, della squalifica a carico dei calciatori... le infrazioni alle norme sull’impiego degli assistenti di parte dell’arbitro, salvo quanto previsto dal comma 5 e purché si tratti di calciatori o soggetti il cui tesseramento sia stato considerato valido per la società utilizzante”.

Al di là delle norme in vigore, che purtroppo confermano in ogni occasione scarsa chiarezza, resta un dato di fatto oggettivo: che fosse tesserato o collaboratore, nella distinta principale o in quella aggiuntiva (dove effettivamente era stato inserito a Caserta e quindi riconosciuto - come da regolamento - dall’arbitro e dagli assistenti prima del fischio d’inizio), Giovanni Fasano non ha potuto certo incidere sull’esito finale dell’incontro considerata la sua solo una presenza formale.


Data: 03/02/2016.   Fonte Notizia: Lino De Lorenzis, Nuovo Quotidiano di Puglia

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