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Dalla rubrica: Cultura

LECCE-SI ACCENDE L'OROLOGIO DELLE MERAVIGLIE IN PIAZZA S.ORONZO

Il recupero sulla facciata del Banco di Napoli
 

Clicca per ingrandireL’Orologio è tornato, strappato al suo inverno di oblio da un gruppo di uomini di buona volontà decisi a restituirlo alla sua funzione: indicare l’ora, e possibilmente battere momenti lieti per la città che lo ospita da sei decenni. E così da ieri sera alle 20, minuto più minuto meno, c’è anche un bel faro potente ad illuminarne ingranaggi, raffìnata cesellatura, rinnovata funzionalità e bellezza.

Insomma, “l'Orologio delle Meraviglie” issato nel 1955 sulla facciata del Banco di Napoli di piazza Sant’Oronzo, complice l’arte visionaria dello scultore salentino Francesco Barbieri e l’incarico dell’allora Banca Commerciale Italiana, è da ieri ammirabile anche di sera grazie ad apposito impianto di illuminazione, a completamento dell’opera di pulitura e restauro voluta dal Banco di Napoli, in accordo con la Sovrintendenza, e portata a compimento dall’impresa Colaci Emilio di Alessano.

Un ritorno tra le braccia ideali della comunità leccese celebrato ieri pomeriggio nella sala consiliare di Palazzo Carafa con le parole del sindaco Paolo Perrone e del direttore generale del Banco di Napoli, Francesco Guido, leccese che guida il terzo gruppo bancario europeo per capitalizzazione.

«Grazie a questo importante esempio di mecenatismo contemporaneo la città torna a giovarsi della bellezza di quest'opera inaugurata nel 1955 dal sindaco Oronzo Massari, il che mi fa un certo effetto», ha detto Perrone ricordando come Lecce sia nota anche come “la città degli orologi” per merito del vescovo-scienziato Giuseppe Candido, che nel 1870 ideò una rete di quattro orologi pubblici sincronizzati, facendo di Lecce una tra le prime città d’Europa a dotarsi di un impianto tecnologico d’assoluta avanguardia.

Un intervento di recupero concreto, quello dell’Orologio, ma anche simbolico: «Anche il Banco Napoli intende scandire il tempo assolvendo pienamente a proprio dovere di banca de Sud», ha spiegato il direttore generale del Banco di Napoli, «investendo per lo sviluppo concreto del Sud. E di questa città che porto sempre come esempio del Sud e di Italia che non fa come i “rassegnati reclamanti” di Jacques Attali», conclude Guido citando l’economista e banchiere francese, «ma che ha saputo fare perno e leva sui propri valori per inventarsi una sua propria ricetta di sviluppo». E il Banco di Napoli, ha promesso Guido, sarà accanto ai leccesi che hanno deciso di investire sul proprio futuro: meraviglia dell’Orologio delle Meraviglie.

Leda Cesari


Data: 09/02/2016.   Fonte Notizia: Nuovo Quotidiano di Puglia

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