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IL LECCE CALA IL POKER E VEDE LA VETTA

Quattro squilli di tromba per far capire al Benevento che il Lecce non ha nessuna intenzione di mollare la presa.
 

Clicca per ingrandireQuattro squilli di tromba per far capire al Benevento che il Lecce non ha nessuna intenzione di mollare la presa. Per nulla condizionata dalla fuga in classifica della formazione sannita, la squadra di Piero Braglia "asfalta" il Catanzaro con un perentorio 4-0 e ritorna a -1 dalla vetta. E adesso sono addirittura 17 i risultati utili conseutivi ottenuti dai giallorossi salentini che durante la gestione-Braglia hanno incassato soltanto una sconfitta, quella di metà novembre proprio sul campo del Catanzaro.

Il match giocato ieri sera al Via del Mare, davanti a circa diecimila spettatori, è stato un monologo del Lecce che ha dominato la scena dall'inizio alla fine e sprecando pure numerose occasioni da gol, soprattutto nel secondo tempo. Ma va bene così, ora il Lecce ha quattro giorni di tempo per preparare la delicata sfida di sabato pomeriggio, vigilia di Pasqua, sul campo del Cosenza. E ancora una volta i giallorossi scenderanno in campo conoscendo già il risultato del Benevento impegnato domani pomeriggio in casa della Juve Stabia.

È subito Mosca-gol - La partita comincia con cinque minuti di ritardo ma poi ne bastano soltanto due al Lecce per trovare la rete del vantaggio. Il gol arriva al termine di una bella azione avviata da capitan Papini e rifinita da Surraco che pesca Moscardelli al centro dell'area di rigore catanzarese: il bomber italo-belga stoppa il pallone con il petto dopodiché lascia partire un sinistro angolato sul quale Grandi non può fare nulla. Una prodezza che probabilmente rovina la cena dei calciatori del Benevento sintonizzati su Raisport per seguire il match e per tifare Catanzaro.

I calabresi accusano il colpo e al 9' rischiano di capitolare nuovamente sul tiro da fuori area di Doumbia che trova un pò impreparato il portiere Grandi abile comunque a rimediare in due tempi.

Il timbro di Dudù - I salentini controllano senza grandi affanni gli attacchi del Catanzaro, comunque mai veramente pericoloso, e alla prima occasione utile realizzano la rete del 2-0. Il minuto è il 10 e su un traversone dalla destra di Salvi il pallone giunge in area a Doumbia che approfitta della dormita di Calvarese per controllare la sfera e depositarla alle spalle di Grandi con un sinistro imparabile.

Sul 2-0 la partita sarebbe da considerare già in archivio ma il Lecce non ha ancora dimenticato la beffa di un anno fa quando in vantaggio di due reti subì la clamorosa rimonta dei calabresi che trovarono la rete del pareggio a tempo scaduto.

E il ricordo vola a quella partita allo scoccare del 45' di gioco quando il cross dalla sinistra di Squillace assume una traiettoria insidiosa e rischia di beffare Perucchini che però ci mette una mano e con l'aiuto della traversa mantiene inviolata la sua porta.

"Papo" cala il tris - Il Lecce non vuole correre rischi e in avvio di ripresa prende d'assedio l'area di rigore del Catanzaro alla ricerca del terzo gol. Al 6' Moscardelli svetta più in alto di tutti in area di rigore e con un gran colpo di testa spedisce il pallone sul palo, la sfera danza sulla linea prima che Grandi la blocchi, probabilmente quando era già entrata in porta. L'assistente numero 2 Marcolin di Schio però non indica il centro del campo e di conseguenza l'azione prosegue. Passano però soltanto tre minuti e al 9' il Lecce confeziona un'altra azione di categoria superiore: Surraco innesca in area Lepore che, alla cieca, serve con il tacco l'accorrente Papini che non ci pensa due volte e lascia partire un destro che si insacca nell'angolo basso alla destra di Grandi: 3-0 per il Lecce e dalla Nord il coro liberatorio che ricorda le sfide con i cugini baresi.

Assedio ad oltranza - I calabresi sono al tappeto e il portiere Grandi è chiamato a compiere gli straordinari sui tentativi di Lepore, Surraco, Doumbia e anche del neo entrato Caturano che sfiora il palo con un sinistro insidioso. Ma al 21' però l'ex bomber del Melfi non sbaglia e con un altro tiro potente batte per la quarta volta il portiere del Catanzaro. A questo punto Braglia richiama in panchina dopo Surraco anche Doumbia e Moscardelli gettando nella mischia Curiale e Carrozza.

Il Lecce abbassa un pò la guardia e il Catanzaro ne approfitta per portare un paio di pericoli verso la porta difesa da Perucchini che dimostra tutte le sue qualità respingendo prima il tiro di Maita e successivamente quello di Bernardi. Ma è comunque una goccia nell'oceano perché il Lecce continua ad attaccare sfiorando più volte il quinto gol. Alla fine è festa per tutti.




Data: 22/03/2016.   Fonte Notizia: Lino De Lorenzis, Nuovo Quotidiano di Puglia

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