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MOSCARDELLI CI CREDE: LECCE, LA B E' POSSIBILE

Cinque gol in ventinove giorni. Davide Moscardelli è tornato.
 

Clicca per ingrandireCinque gol in ventinove giorni. Davide Moscardelli è tornato. Dalla doppietta di Ischia a quella di Cosenza. Il suo timbro l’aveva messo anche contro il Catanzaro.

E dire che il 2016 non era cominciato in maniera brillante per l’attaccante romano. «Era ora, non è solo merito mio, sicuramente - sottolinea l’ex bomber di Chievo e Bologna -, è un momento positivo di tutta la squadra, da un bel po', quindi stanno arrivando quei gol che sono mancati all’inizio. La cosa più importante è sempre il risultato della squadra, che comunque non è mai mancato. Speriamo di continuare così».

Quella di Cosenza è stata una delle migliori partite della squadra giallorossa. «Abbiamo dimostrato la nostra grande voglia di vincere - sottolinea -, c’è stata una reazione e una controreazione nostra, per ben tre volte. È una vittoria importante perché conquistata contro un avversario di spessore: ci abbiamo messo cuore e grinta. Sapevamo quanto fosse importante vincere a Cosenza perché potrebbe risultare decisiva a fine stagione. Purtroppo abbiamo commesso anche degli errori, ma sono stati già analizzati insieme con l’allenatore». Con la doppietta segnata al Cosenza “Mosca” ha raggiunto quota 9 gol, il primo traguardo personale è ormai ad un passo. «A inizio stagione ho fatto la promessa a me stesso di segnare dieci gol - rivela - e ci siamo. Però non penso a raggiungere l’obiettivo di 15 reti del passato campionato. L’importante è segnare gol importanti, come gli ultimi, che valgono tre punti. Metto davanti a tutto l’obiettivo della squadra. Perciò dico che preferisco fare meno reti della passata stagione, ma raggiungere il traguardo della serie B».

L’attaccante romano, 36 anni, nega che dopo il calcio di rigore fallito al Massimino di Catania ci sia stata una scossa. «Il rigore sbagliato a Catania non c’entra. C’è stata invece una crescita atletica personale e di tutta la squadra. Il merito è di tutti se sono riuscito a fare quello che ho fatto. Ringrazio i miei compagni che mi mettono nelle condizioni di avere occasioni per segnare e quindi mi supportano a dovere». Nel secondo tempo stava per regalare al pubblico un gol in acrobazia, che fa parte del suo repertorio. «Papini dice che ha calciato lui? A me invece ha detto un’altra cosa - scherza -. Sono stato io, dico la verità, ho sentito un calcio dietro la schiena, non so chi sia stato. Al di là di tutto, era l’unico modo per colpire quel pallone, alla Holly e Benji». Il centravanti giallorosso conosce ormai benissimo i movimenti che Braglia chiede. Il sacrificio tattico dell’attaccante italo-belga è sotto gli occhi di tutti quando è costretto a retrocedere parecchio sotto la linea d’attacco per far “salire” la squadra. È nata così l’azione del raddoppio di Surraco. «E' stata una ripartenza, sbagliando la avrei rischiato di perdere il pallone mandando in sofferenza la squadra e facendo pure una figuraccia. Mi è andata bene e ho lanciato per Doumbia il quale, a sua volta, ha pescato Surraco che ha attaccato bene sul secondo palo e ha fatto gol. In più uomini si attacca, più diventa facile il mio compito. Anche nel primo tempo, comunque, ho avviato un’azione, chiusa questa volta da me in maniera poco fortunata. Una bella azione veloce, corale, come se ne vedono poche in questa categoria. Noi ci stiamo riuscendo vista anche la brillantezza che abbiamo. Inoltre, ormai ci conosciamo e sappiamo quali sono le qualità di ognuno».

Una vigoria fisica che permette al Lecce questa rincorsa sul Benevento. «Non possiamo vanificare tutto in quest’ultimo periodo - continua -, con l’aiuto di tutti, possiamo farcela. E poi voglio sottolineare che siamo un bel gruppo, tutti meriterebbero di giocare per come ci alleniamo». Le partite in calendario fanno sperare in un sorpasso, in casa leccese. Al contrario, a Benevento, sperano in un allungo. «Ora pensiamo al Matera, dopo guarderemo oltre. E' inutile fare previsioni, se il Benevento avrà una pausa, a Cosenza o in un’altra partita, dovremo essere pronti a sfruttarla. Ora sono tutte finali, ma ce la possiamo fare con l’atteggiamento delle ultime partite, a quanto pare abbiamo capito la lezione». All’andata, a Matera, finì senza gol con grande rammarico in casa giallorossa per il palo colpito da Moscardelli a pochi passi dalla porta. «Adesso l’importante è allungare questo momento il più possibile, sia quello personale che di squadra - conclude -, io non ero scarso prima e non sono un fenomeno adesso, dobbiamo essere coerenti e cercare di fare per bene le cose per la squadra».


Data: 31/03/2016.   Fonte Notizia: Tonio De Giorgi, Nuovo Quotidiano di Puglia

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