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COSENZA: VOGLIAMO ENTRARE NELLA STORIA DEL LECCE CALCIO

Questo finale di campionato è come un film già visto per Francesco Cosenza, 30 anni, difensore centrale del Lecce, alla prima stagione in giallorosso.
 

Clicca per ingrandireQuesto finale di campionato è come un film già visto per Francesco Cosenza, 30 anni, difensore centrale del Lecce, alla prima stagione in giallorosso.

«Con la Pro Vercelli disputai un campionato molto simile a questo - ricorda il calciatore nativo di Locri -. Tanto tempo ad inseguire, ma la serie B la conquistammo ai play off dopo aver accarezzato a lungo il sogno di centrare l’obiettivo della promozione diretta nel torneo cadetto. Preparammo i play off super con tanta rabbia e con tanta fame perché il campionato lo vinse l’Entella, sul campo della Cremonese, che magari aveva fatto qualche calcolo per intraprendere il percorso più agevole, ma i play off sono un torneo a parte: la Cremonese fu eliminata in semifinale dal SudTirol poi battuto da noi in finale. Quella squadra era simile a questa, con giocatori importanti, con una maglia che comunque pesa: anche se non ci sono gli spettatori di Lecce, pesano i sette scudetti vinti e noi avevamo una voglia incredibile di meritare quella maglia. Il Lecce adesso pensa di arrivare ai play off e poi di non lasciare nulla a nessuno perché quello che ci giochiamo tutti è veramente qualcosa di importante. Entrare nella storia del Lecce conquistando la serie B sarebbe come giocare la Champions League o scrivere la storia di un club importante di serie A».

Le parole, anche se pronunciate da un giocatore navigato come Cosenza, viaggiano sempre più veloci delle gambe e della testa. E Braglia che non è mai stato un oratore, non è cambiato, con la squadra, neanche adesso. «Di parole ne abbiamo dette tante e il mister, comunque, è una persona molto pratica, matura, capisce che le parole servono adesso veramente a poco - continua il difensore calabrese -. Si va avanti, il calcio è bello perché ti permette, dopo una settimana, di riprendere da dove hai lasciato, di cancellare il passato e di pensare al prossimo avversario, che si chiama Paganese. Puntiamo al nostro obiettivo stagionale e a migliorare quanto fatto l’anno scorso. Sta a noi avere la fame e la voglia di andare a conquistare il risultato. Sappiamo che la Paganese non ci regalerà nulla, come hanno fatto l’Akragas e il Messina. A volte non riesci a trasferire quella tua voglia e carica sul campo, ma non siamo scarichi perché abbiamo grosse motivazioni. Il calcio non è matematica, non sempre vince la squadra più forte. Resta il rammarico ma da questo bisogna ripartire. Adesso saremmo tutti quanti da mettere al muro per essere bersagliati, però alla fine noi non siamo mai stati primi fino ad oggi, solo noi ci siamo create queste aspettative. Abbiamo creato e disfatto da soli. La piazza ha giustamente grandi ambizioni, però ricordiamo che il campionato non è finito e ne inizierà un altro fra tre giornate e siamo concentrati su quello».

E per Cosenza il Lecce riparte dal Via del mare. «Che resta un bunker nonostante manchi qualcosa, classifica alla mano. Ma questo rimane il nostro stadio, la nostra forza, la nostra gente che ci dà una carica incredibile e non mancherà sicuramente domenica e nelle prossime partite. E poi anche la società ci trasmette serenità, perciò possiamo lavorare bene. Noi siamo artefici del nostro destino e non c’è una preferenza sulla squadra da affrontare ai play off. Io mi preoccupo sempre del Lecce, ma vi assicuro che con noi nessuno avrà vita facile. Con le squadre importanti abbiamo fatto sempre bene e preferirei affrontare dieci volte contro il Foggia piuttosto che una squadra di bassa classifica perché le motivazioni vengono da sole. Bisogna anche riconoscere la forza degli avversari e il Benevento è primo con merito. Intanto pensiamo a guadagnarci l’accesso per giocarci queste cinque partite tirando fuori gli artigli. Se con noi tutti s’impegnano al massimo significa che ci temono e questo ci deve inorgoglire e dare forza».


Data: 22/04/2016.   Fonte Notizia: Tonio De Giorgi, Nuovo Quotidiano di Puglia

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