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«LECCE, AI PLAY OFF DEVI CAMBIARE MARCIA»

Si farà tardi, anche quest’anno. Sin quasi alle porte dell’estate, se si avrà la fortuna e l’abilità di arrivare sino in fondo.
 

Clicca per ingrandireSi farà tardi, anche quest’anno. Sin quasi alle porte dell’estate, se si avrà la fortuna e l’abilità di arrivare sino in fondo. Sulla giostra dei play off, ancora una volta. La prima del “nuovo corso”. Passando dall’ultimo atto della stagione regolare, quello con la Lupa Castelli al Via del Mare, sabato prossimo. Un ricordo che brucia. Quasi una metafora dei “nonsense” di una stagione che aveva disegnato il grande sogno, dopo la falsa partenza, e che traccia comunque sentieri di speranza per il futuro. La rovinosa caduta di Benevento ha consegnato a Braglia l’ordine inderogabile di resettare la situazione prima di avventurarsi al tavolo della lotteria finale.

Negli studi televisivi di Sportitalia che trasmetteva la gara in diretta, c’erano, con il presidente Enrico Tundo, Fulvio Pea e Alberto Cavasin, con l’ex leccese che confida di essersi emozionato nel trovarsi accanto il massimo dirigente del “nuovo corso” calcistico leccese, della “nuova speranza”. «Il presidente ricordava benissimo gli anni della mia gestione tecnica - dice il tecnico trevigiano -. Mi è sembrato un salentino col marchio doc, quella gente di razza che fa grande il Salento. Persona molto a modo, di grande equilibrio, con l’impronta della gente seria che non si fa prendere dall’emotività, passione e razionalità. Mi ha ricordato qualcuno dei dirigenti di quegli anni a cavallo di due secoli, quando il Lecce era in serie A. Qualche tratto in comune con Corvino».

La partita? «Non è andata bene. Magari, chissà, se Lepore avesse avuto più fortuna nella fase di avvio, avesse fatto il gol, le cose avrebbero potuto prendere un altro corso. Trovatosi in svantaggio con una rete che si poteva evitare ha subito emotivamente la partita, ha provato a riprendersi, ha avuto le sue occasioni, le ha sbagliate ed è caduto nuovamente sotto un altro gol peccaminoso. La differenza fra due squadre di grande valore l’hanno fatta le occasioni non sfruttate e gli errori individuali del Lecce. Nel secondo tempo la squadra non c’è più stata». Sui riflessi dello “scorno” beffardo della “strega” sull’animo dei giallorossi, Cavasin è ottimista. «Non dovrebbe accadere. Questa è l’ora delle squadre di valore, ed il Lecce ha tanti giocatori di qualità e di esperienza che dovrebbero essere capaci di governare l’emotività nelle fasi decisive». Alla fine del mini torneo c’è solo un posto utile per la B e se la classifica non varia sostanzialmente sabato, il primo ostacolo sarà il Bassano. «E sarebbe un ostacolo durissimo - dice Cavasin -. Il Bassano è una bella realtà, una squadra brillante, che si è confermata di valore come l’anno scorso. Conosce bene i play off e le loro trappole per averli già giocati di recente. A Lecce adesso bisogna ritrovarsi tutti uniti, rinviando le analisi a fine stagione. C’è una responsabilità che deve essere condivisa. La squadra deve ritrovarsi forte dentro e compatta. E per questo c’è Braglia». L’uomo play off? «A me è piaciuto moltissimo Lepore. Ma c’è bisogno di tutti».

A Fulvio Pea fa male, ancora, il ricordo dei play off persi, dopo una grandissima stagione, dal suo Sassuolo dei miracoli contro la Sampdoria. Poi in A ci andò Eusebio Di Francesco contando sull’eredità del generoso allenatore di Casalpusterlengo che anche di fronte al rinnovo di Squinzi, che lo aveva chiamato direttamente, preferì lasciare per dissapori con il direttore sportivo. Due anni fa riuscì a salvare ai play out il Monza, disastrato dal punto di vista societario, contro il Pordenone che quest’anno gioca i play off, ad oggi secondo nel girone A. «Non è stato un bel Lecce, quello di Benevento, specialmente nella ripresa. Ma il 3-0 non racconta bene la partita. Sulla carta il Lecce rimane uno dei favoriti. La proprietà è stata abile a gennaio a ritoccare il lavoro apprezzabile di inizio stagione, sfoltendo la rosa e rinnovandola dove era necessario. La squadra ha speso tantissimo nella rincorsa, bruciando tesori di energie. Forse fra le squadre che sembra debbano fare i play off, di più ha speso solo l’Alessandria di Gregucci impegnato sui due fronti della Coppa Italia e che giocava quasi con maggiore frequenza della Juventus. Le squadre più forti sono nel girone C e nel girone A. Ritengo che i leccesi debbano essere soddisfatti del cammino della squadra in questa stagione. Conterei molto sull’esperienza di Braglia per ripulire le scorie del campionato in vista dei play off, dove la trappola micidiale è proprio nel primo turno, con partita secca». L’assenza di Braglia in panchina nel finale di stagione? «Da vicino riesce a trasmettere al meglio la sua carica e la sua determinazione. Ai play off ci sarà. E se fossi un tifoso del Lecce non mi preoccuperei per la stanchezza mentale della squadra. Braglia saprà rigenerarla».


Data: 04/05/2016.   Fonte Notizia: Antonio Imperiale, Nuovo Quotidiano di Puglia

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