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Dalla rubrica: Turismo

TURISMO, SEMPRE PIU' STRANIERI MA LA SPESA E' LONTANA DAL TOP

Cresce il numero di stranieri che arriva in Puglia. Ma non basta. Questa la sintesi del rimpallo, tra Renzi ed Emiliano, andato...
 

Clicca per ingrandireCresce il numero di stranieri che arriva in Puglia. Ma non basta. Questa la sintesi del rimpallo, tra Renzi ed Emiliano, andato in scena sabato scorso in occasione della Fiera del Levante, a Bari. E se Federalberghi di Lecce promuove l’azione della Regione, di tutt’altro avviso il fronte dei tour operator da cui arriva una stroncatura netta. Il nodo? La Puglia attrae flussi turistici dall’estero, ma i numeri sono ancora bassi tanto che la spesa dei viaggiatori stranieri che arrivano qui, confrontata con il Nord rappresenta una piccola fetta della torta. I dati più recenti, quelli di Banca d’Italia sul turismo internazionale, relativi a maggio 2016, parlano chiaro.

La spesa degli stranieri in Puglia è aumentata del 9,3 per cento e quella dei pernottamenti del 73,9, mentre il numero di viaggiatori è lievitato del 40,6 per cento. Ma i risultati stellari riguardano solo il dato percentuale perché poi tradotto in soldoni siamo molto indietro (47 i milioni spesi dagli stranieri in Puglia a maggio 2016) a fronte di un’Italia che si colloca al quinto posto delle prime dieci destinazioni al mondo scelte dai vacanzieri o meta di viaggi d’affari e al settimo posto per soldi che questa massa di viaggiatori stranieri spende in italia. E proprio su questi dati Renzi ha punzecchiato il governatore della Puglia perché, dal suo punto di vista, la materia Turismo non può essere gestita dalle Regioni, ma deve essere pianificata dal Governo su base nazionale.

Ma Mimmo De Santis, presidente di Federalberghi Lecce, non la pensa affatto così: «La Puglia deve operare in maniera autonoma, anzi sempre più autonoma, anche perché la Regione è il centro della promozione visto che Enit non lo fa». Ma i dati sono soddisfacenti? «Sì - afferma De Santis noi siamo bravi, ma non possiamo fare i conti senza l’oste. Mancano le infrastrutture, per dirne una. Renzi dovrebbe pensare a dare una mano più forte al Mezzogiorno, ma la sensazione è che passando dalle parole ai fatti il Governo centrale prediliga quelle regioni a gran vocazione d’arte penalizzando il Meridione: l’Italia non si ferma a Roma».

Merita l’autonomia, la Regione. Questo il diktat di De Santis che puntualizza: «Tutti quelli che sinora ci hanno rappresentato non erano stupidi e oggi sono più bravi di ieri e si impegnano più di ieri. Poi su alcune politiche internazionali è un obbligo del Governo centrale assumere una cabina di regia, ma noi già facciamo molto e come imprenditori del settore facciamo la nostra parte con la promozione della Puglia».

E la bocciatura alle politiche regionali sul turismo, arriva da Giuseppe Pagliara amministratore delegato di Nicolaus Tour che parte deciso: «Sono d’accordo con Renzi. Intanto sull'analisi del dato - puntualizza - perché sul turismo internazionale la Puglia sta alla preistoria e la responsabilità non è da attribuire a questa amministrazione che si è insediata da poco, ma alla precedente che ha fatto una buona comunicazione per attrarre il cliente finale, ma non ha fatto nulla per attrarre gli operatori locali e internazionali».

Questo l’assunto, per Pagliara che ne ha anche per l'attuale governo regionale: «L’attuale amministrazione ha una grossa responsabilità rispetto alla nuova pianificazione: andavano coinvolti maggiormente gli operatori che effettivamente lavorano sul turismo. È vero che cresciamo del 3 per cento, sul dato estero e anche sul dato complessivo, ma siamo a numeri risibili». Poi la critica urticante: «Sono un ambientalista nell’animo e voglio che il territorio sia preservato, ma non si può pensare che sia tutto no. A Francavilla non è stato autorizzato un campo da golf, ma a poca distanza dai terreni dove si sarebbe dovuto fare è stata autorizzata una discarica di rifiuti speciali. La Giunta Vendola ha “criminalizzato” anche le piscine in campagna».

Qual è la ricetta? «Se vogliamo parlare di sviluppo - insiste Pagliara - dobbiamo riprendere in mano l’urbanistica e il demanio marittino. Se non c’è possibilità di uso delle spiagge, se per un progetto sull’utilizzo di una masseria ci vogliono sette anni è chiaro che gli investitori scappano. La promozione va centralizzata. Abbiamo sfruttato male l’autonomia e il potere che ne veniva è stato usato solo per stabilire restrizioni totali. Vorrei sbagliarmi, ma il Piano paesaggistico territoriale della Puglia non sarà un’occasione di sviluppo e salvaguardia dei territori».



Data: 13/09/2016.   Fonte Notizia: Maddalena Mongiò, Nuovo Quotidiano di Puglia

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