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Dalla rubrica: Sport

CATURANO SI RIPRENDE IL LECCE

La poltroncina di una panchina risulterà sempre molto scomoda a qualunque giocatore. Anche quando la causa è la condizione fisica non perfetta.
 

Clicca per ingrandireLa poltroncina di una panchina risulterà sempre molto scomoda a qualunque giocatore. Anche quando la causa è la condizione fisica non perfetta. Oppure quando un allenatore non ritiene sufficiente la preparazione alle prove tattiche settimanali.

Domenica scorsa, a Siracusa, Sasà Caturano si è accomodato in panca. L’attaccante napoletano spiega i motivi della mossa di Padalino che ha colto tutti di sorpresa. «In settimana avevo avuto un fastidio, neanche preoccupante, al polpaccio - dice -. Il mister ha ritenuto di fare questa scelta che ho condiviso pienamente. Quando non giochi è normale non essere soddisfatti. Non nascondo di aver sofferto tanto in panchina, un giocatore preferisce giocare piuttosto che guardare. Al mio posto ha giocato Persano: Mattia sta facendo esperienza e presto potrà diventare un grande patrimonio della società. Domenica mi ha sostituito bene e a fine partita abbiamo parlato un po’. Secondo me doveva stare più vicino alla porta e attaccare la profondità. Comunque è sulla strada giusta». Come quella imboccata da Caturano in questo avvio di stagione: nelle prime quattro partite di campionato ha realizzato 7 gol, nessuno come lui in Italia. E, per esultare, dà vita a simpatici siparietti con calici alzati al cielo e difese buttate giù come birilli. «Io Torromino e Lepore ci divertiamo ad inventare sempre qualcosa», rivela.

Solo contro la Casertana il Lecce è rimasto a digiuno, poi a Siracusa Mancosu e Pacilli hanno risolto la pratica del gol. «In ogni squadra conta vincere non chi segna - taglia corto il bomber di Scampia -. È chiaro che l’attaccante vive per il gol e io spero di tornare alla rete prima possibile». Il pareggio contro la Casertana è costato anche il distacco dal Foggia e dalla carrozza di testa del girone C. «Il nostro obiettivo è stare davanti agli altri, non mi preoccuperei tanto in questo inizio di campionato dove ci sono squadre che possono avere una partenza a razzo, ma dopo magari si perdono per strada. Il campionato non ha espresso ancora valori ben definiti, ma Lecce, Foggia e Matera sono squadre costruite per vincere. Aspettiamoci anche la solita sorpresa del girone. Restiamo con i piedi per terra, facciamo le cose con tranquillità e poi acceleriamo al momento giusto».

Per il Lecce, costretto a non perdere di vista il Foggia e la testa della classifica, a sfida contro la Reggina è di quelle da non fallire. «La squadra calabrese è ben attrezzata - osserva -, ha obbiettivi differenti rispetto ai nostri ma verranno qui per strappare punti, li stiamo studiando per individuare i loro punti deboli. Cercheremo di vincere e far divertire la gente. Avranno stimoli particolari come tutte le squadre che vengono al Via del Mare». A Lecce Caturano vuole tornare ad essere quell’attaccante che con la maglia del Melfi fu incoronato capocannoniere del girone con 18 gol. «Venivo da un periodo particolare - racconta -, avevo perso mio padre e cambiai procuratore, prima ero seguito da Lino Perrelli, che ha fatto tutto per me. Adesso c’è Maurizio De Rosa, mi ha dato una forza incredibile, il segreto della mia rinascita a Melfi è stato lui: ogni mattina era sotto casa mia, pronto a fare qualsiasi cosa per me. Per me è un grande amico, un fratello, non dico papà perché è giovane e si arrabbierebbe».

L’obbiettivo dell’attaccante giallorosso è riprendere anche quel filo che si spezzò a Empoli quando in lui erano riposte grandi speranze. «Fu un periodo sfortunato tra un infortunio e “colpi di testa” giovanili - ricorda -, non ci fu il grande salto, ma sono contento del percorso fatto. Ora sono nel pieno della maturità e desidero tornare in alto, in serie A con questi colori».


Data: 30/09/2016.   Fonte Notizia: Tonio De Giorgi, Nuovo Quotidiano di Puglia

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