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Dalla rubrica: Turismo

TURISMO NELLO SPAZIO? SI PARTIRA' DA GROTTAGLIE

Il futuro dell'aeroporto di Grottaglie? È legato al turismo aerospaziale più che ai voli charter o di linea che esponenti politici e comitati attivi sul territorio chiedono da tempo.
 

Clicca per ingrandireIl futuro dell'aeroporto di Grottaglie? È legato al turismo aerospaziale più che ai voli charter o di linea che esponenti politici e comitati attivi sul territorio chiedono da tempo. Con due scali come quelli di Bari e di Brindisi, entrambi con voli nazionali e internazionali e con una propria caratterizzazione definita nel Piano nazionale degli aeroporti approvato da poco più di un anno è difficile pensare a incentivi che convincano le compagnie low cost a investire sullo scalo jonico, la cui destinazione è quella di base per i velivoli con pilotaggio remoto e per le attività cargo.

Lo scalo Arlotta è ora in gara per diventare spazio porto, così da permettere nel giro di 5 anni di attrezzare una base di lancio per i velivoli della Virgin Galactic. Il proprietario della compagnia, Richard Branson, ha sottoscritto un accordo con la società italiana Altee per individuare sul territorio italiano spazio-porti dai quali far partire le navicelle della SpaceShipTwo capaci di portare in viaggio nello spazio 6 turisti, disposti a pagare 250 mila euro a testa, insieme a due membri dell'equipaggio. Le prenotazioni sono già centinaia e nel 2017 ci saranno le prime partenze da una base statunitense della compagnia che sta lavorando oltre che in Italia alla creazione di un altro spazio porto in Malesia.

I siti sottoposti a verifica in Italia sono quelli di Grottaglie-Arlotta e di Decimonannu, uno aeroporto militare in provincia di Cagliari. Le condizioni che porteranno alla scelta sono la presenza di una pista lunga, bassa densità abitativa e ottimali situazioni meteorologiche, con particolare riferimento il vento. Infatti il ritorno del velivolo dallo spazio avviene in planata. Poi c'è bisogno di realizzare hangar e infrastrutture. E a tal proposito l'amministratore delegato di Altee, Vincenzo Giorgio, ha sottolineato che «sarà fondamentale per la scelta l'interesse che dimostreranno gli enti locali».

L'Ente nazionale aviazione civile (Enac) dal 2014 ha indicato l'aeroporto di Grottaglie come base per il lancio di velivoli nello spazio. Il 30 giugno scorso proprio tra Enac e Asi (agenzia aerospaziale italiane) un accordo di cooperazione con l'americana FAA (Federal Aviation Administration), per la “Commercial Space Transportation”, cioè lo sfruttamento sistematico delle risorse extra-atmosferiche da parti dei privati, anche a fini commerciali.

Dopo l'accordo tra l’americana Virgin Galactic e l'italiana Altee è stato sottoscritto un protocollo tra la medesima Altee, la società aeroporti di Puglia e il Politecnico di Bari per attivare una collaborazione relativa alla realizzazione di uno studio di pre-fattibilità per la valutazione del sito aeroportuale “Arlotta” (Grottaglie) quale spazioporto. I firmatari si impegnano a “favorire secondo le rispettive competenze e funzioni, la collaborazione reciproca in attività di valutazione del sito aeroportuale “Arlotta”, ai sensi della procedura della Federal Aviation Administration statunitense e di futuri requisiti addizionali che potranno essere stabiliti dall’Autorità Italica, per il licensing degli spazioporti.

«In questi anni», ha spiegato l'amministratore unico di Aeroporti di Puglia Giuseppe Acierno, «con il costante supporto del distretto aerospaziale e dei suoi soci, abbiamo dedicata un’intensa attività progettuale e diverse iniziative allo sviluppo dell’infrastruttura di Grottaglie per farla divenir luogo di eccellenza internazionale. Stiamo portando avanti un’attività di valutazione del sito aeroportuale “Arlotta”, ai sensi della procedura della Federal Aviation Administration statunitense e di futuri requisiti addizionali che potranno essere stabiliti dall’Autorità Italiana, per il licensing degli spazioporti».

Acierno ha aggiunto che Adp si è posta «l’obiettivo di lavorare su questo ambizioso programma nella convinzione che nei prossimi anni si aprirà un importante mercato sul quale numerose multinazionali stanno già investendo centinaia di milioni di euro». «Vogliamo concretamente provare a costruire un pezzo di futuro diverso e migliore, sapendo di dover introdurre nel sistema elementi di forte innovazione e discontinuità che spesso fanno fatica ad essere accettati. La Puglia e Grottaglie hanno tutte le caratteristiche per provare a cogliere questa straordinaria, ma non semplice, opportunità e divenire domani il luogo di lancio dedicato al turismo spaziale europeo o all’invio di nanosatelliti in orbita bassa. Il grande lavoro fatto negli ultimi dieci anni sui temi dell’aerospazio», ha concluso Acierno.




Data: 06/12/2016.   Fonte Notizia: Oronzo Martucci, Nuovo Quotidiano di Puglia

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