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«CON CATURANO E MANCOSU IL LECCE PUO' SOGNARE LA B»

Lo striscione d’inverno è lì, al “Degli Ulivi” di Andria, derby pugliese a tinte forti, contro una squadra che si è arrampicata alle spalle delle grandi, insieme con ...
 

Clicca per ingrandireLo striscione d’inverno è lì, al “Degli Ulivi” di Andria, derby pugliese a tinte forti, contro una squadra che si è arrampicata alle spalle delle grandi, insieme con la Virtus Francavilla rivelazione, una sola sconfitta interna, ben cinque successi.

Domani sapremo se il Lecce ci arriva da capolista solitario o in condominio con una delle due antagoniste, il Matera di Gaetano Auteri e del salentino Negro, o la Juve Stabia di Fontana, che ripartiranno dall’1-1 sul quale la nebbia aveva fermato l’incontro nella città dei Sassi. Un pareggio lascerebbe in solitudine sulla vetta Padalino e la sua “banda” che è tornata a suonare canzoni di gioia al ritmo del gol e magari anche di pali e traverse.

Volata a quattro - Poi si girerà la boa. Con una volata a quattro verso lo striscione di primavera con la scritta serie B. Guido Carboni non ha dubbi. «Sarà ancora un lungo sprint con le due grandi pugliesi, Lecce e Foggia, i lucani del Matera, i campani della Juve Stabia. Le quattro squadre che parlano un linguaggio diverso e che tengono alto il tono di questo gruppo meridionale. La Lega Pro ha valori in rialzo. Spesso si dice che quello meridionale sia il gruppo che esprime il meglio del calcio di terza serie. Invece l’anno scorso i play off li ha vinti il Pisa, e la Spal sta facendo bene anche in serie B». Era sulla panchina del Siena, Carboni nella scorsa stagione. Adesso riceve proposte che vaglia nella sua Arezzo. «Un paio di squadre del Nord», ammette, ma qualche sondaggio gli era arrivato pure da Foggia, anche se non vuol parlarne.

Play off da evitare - «Seguo con attenzione le partite del vostro campionato. Lo streaming facilita il compito. Ho visto l’ultima volta il Lecce contro il Matera, una grande impressione da parte dei lucani. Ma il Lecce vero non era quello. Dopo le delusioni delle passate stagioni, deve evitare i play off. L’anno scorso pagò alla fine la lunga rincorsa, ma i play off sono una maledetta lotteria, quest’anno ancora di più».

Uno sguardo alle concorrenti di quest’anno. «Juve Stabia e Foggia praticano un calcio molto propositivo, si preoccupano soprattutto di fare la partita. Anche il Lecce ama prendersi il pallino in mano, ma rispetto alle altre oltre che proporre sa anche aspettare e ripartire, quando non gli riesce di esprimere il meglio sa che pure un pareggio può essere utile. Juve Stabia e Matera hanno in comune il modo di stare in campo, un gioco costruito in maniera intelligente con giocatori particolarmente adatti al proprio modulo. Auteri conosce benissimo questi campionati per averne vinti tanti. Le sue squadre lo seguono. E nel girone di ritorno vengono fuori alla grande. A Benevento sembrava sull’orlo dell’esonero. Poi prevalse il buon senso e nel girone di ritorno fece una volata strepitosa, sempre in crescendo sino alla fine con una aggressività tipicamente sua. Ecco, un pari nel recupero fra le due squadre sarebbe una opportunità in più per il Lecce».

Il mercato, il Lecce in buone mani - Si è parlato di mercato, nella sala stampa del Via del Mare, sabato sera. Guido Carboni sa che i giochi del girone di ritorno possono dipendere anche dai colpi che le quattro big assesteranno. «Il mercato può alterare gli equilibri in qualche modo, disegnare nuovi scenari. Il Lecce ha già fatto bene. E sta in buone mani. Sono amico ed estimatore di Mauro Meluso. Abbiamo lavorato insieme per un breve tempo nel Pisa. Eravamo ancora due ragazzi. Continua a legarci un rapporto di stima reciproca. Chissà che un giorno non si possa lavorare ancora insieme. Mauro conosce molto bene il calcio ed i suoi segreti. A Lecce ha portato giocatori importanti, funzionali alla vittoria. Caturano, se lo sostiene la condizione e la motivazione, è un bomber vincente, come dimostrano i suoi gol. Conosco bene Mancosu per averlo allenato nel Benevento. È uno che nasce come trequartista, ma nel mio 4-3-3 faceva l’interno a metà campo. È una grande mezz’ala. Padalino lo conosco dall’esterno, ma per lui parlano le tante esperienze positive, e la affidabilità della squadra. Il Lecce poi ha una società assai ben strutturata, ha riportato il grande tifo allo stadio, merita il salto di categoria, un merito che si estende alla città, al Salento».

I vicini... di casa - Da innamorato della Puglia, Carboni ama allargare il discorso. «Mi piace sottolineare quanto di straordinario stia facendo la matricola di Francavilla Fontana. Seguo con attenzione quel ragazzo di vent’anni che anima l’attacco, Nzola. L’ho visto un mese fa. Mi ha fatto una grandissima impressione. È destinato a crescere, lo aspettano categorie superiori. Il Taranto ripescato ha pagato il dazio di un allenatore esordiente. Le due vittorie consecutive gli hanno ridato fiducia. Si salverà e poi dovrà progettare qualcosa di grande all’altezza della città».



Data: 12/12/2016.   Fonte Notizia: Antonio Imperiale, Nuovo Quotidiano di Puglia

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