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BRINI: PADALINO E CATURANO SONO GARANZIE DI SUCCESSO

L'ex allenatore del Carpi, ora all'Ancona, confida nel contributo di tecnico e centravanti per conquistare la B.
 

Clicca per ingrandireIl marchigiano che allena vicino casa, lui di San Elpidio alla guida dell’Ancona, girone B della Lega Pro, imbocca il sentiero felice dei ricordi, appena gli parli di Lecce e del Lecce.

Il miracolo Carpi porta il suo nome, Fabio Brini. La promozione in B ai play off conquistata nel doppio confronto fra il Salento e l’Emilia, primo anno della gestione Tesoro, gli valse la copertina di quella stagione, una sorta di Oscar da incorniciare. «Il Lecce era la grande favorita - racconta -. La finale con andata e ritorno ci avvantaggiò. Noi arrivammo al massimo sul piano della condizione, il Lecce era atleticamente appannato. I play off funzionano così, meglio evitarli, se ci riesci». È quello che sta provando a fare quest’anno la squadra giallorossa, forte di una società assai diversa alle spalle, di un organico di primo piano, di una intelligente guida tecnica. Un insieme di fattori che possono portare domenica, nel derby difficile di Andria, al titolo di campione d’inverno, che certo non basta per illudere, ma che certifica il rendimento positivo a metà cammino.

Il pareggio in regalo - Santa Lucia, la santa dei doni, ha portato in regalo martedì scorso il pareggio fra Matera e Juve Stabia nella seconda parte della gara già interrotta dalla nebbia, con un dispendio di energie, da far arrabbiare Gaetano Auteri, che il recupero avrebbe preferito giocarlo nel mese di gennaio, anziché in questa fase di incontri ravvicinati. Brini sa leggere bene la logica dei campionati. «Il pareggio che lascia il Lecce in testa con due punti di vantaggio sulle immediate inseguitrici è certamente un risultato che dà una mano alla squadra salentina - dice -. Ma attenzione, la Lega Pro di quest’anno vive ovunque di grandi equilibri, in particolare nel girone C Lecce, Foggia e Matera correranno a distanze brevi e sempre abbordabili sino alla fine del torneo, e, se trova la giusta continuità, in corsa sino al termine può esserci anche la Juve Stabia. Nei tre gironi solo l'Alessandria fa corsa a sè, con Piero Braglia».

Compagno di scuola - Ed il riferimento al tecnico toscano rischia di accendere, inevitabile, l’interrogativo sul rapporto Lecce-Pierino la “peste”, con ricco corredo di “se” e di “ma”; Brini tira fuori l’antica saggezza. «Ogni stagione ed ogni vicenda che riguarda noi allenatori fanno storia a sè. Braglia arrivò a Lecce con i lavori in corso. Ad Alessandria magari ha trovato situazioni diverse rispetto a Lecce. Diverso è anche il rapporto fra le forze di quel campionato. I paragoni sono improponibili». E poi il marchigiano si è “laureato” a Coverciano insieme a Pasquale Padalino. «Abbiamo frequentato il corso insieme. L’ho conosciuto come persona capace di grandi rapporti umani, ma anche come uno molto impegnato nello studio, che si applica, che si aggiorna, che guarda avanti, molto professionale e vive comunque di calcio. Nella nostra categoria, ci sono allenatori che non si fanno condizionare, che vanno avanti con la propria testa. Padalino è uno di questi». Brini conosce bene pure Mauro Meluso. «Abbiamo lavorato insieme a Terni. È un diesse tranquillo, genuino, che sa contemperare l’interesse della società e dei giocatori. Sarà facile per tecnico e direttore sportivo ragionare insieme se dovesse servire qualcosa sul mercato prossimo. Dal girone di ritorno inizia un altro campionato, nel quale la vittoria magari non varrà più tre punti, ma quattro, perchè si ridurrà il numero delle partite a disposizione».

Il derby, il peso dell’esperienza - E intanto si torna al derby di Andria per chiudere i conti a metà strada. «Avversario molto difficile. Ma il Lecce ha tante professionalità di rango da far valere la personalità, capitalizzando l’esperienza personale e collettiva dei giocatori che può essere il vero valore aggiunto per la gestione della gara, ma anche del cammino ancora da percorrere... E poi c’è Caturano, già a quota dodici, continuerà a segnare ancora. Un’arma micidiale».


Data: 15/12/2016.   Fonte Notizia: Antonio Imperiale, Nuovo Quotidiano di Puglia

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