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STELLONE: LECCE, GUARDATI ALLE SPALLE

Presagio di primavera, presagio di verità.
 

Clicca per ingrandirePresagio di primavera, presagio di verità. Archiviato l’ultinno sabato pallonaro, la via della serie B torna a vestirsi con i colori della domenica, ed il percorso del Lecce torna a farsi maledettamente accidentato. Si parte subito col derby dei derby, a Francavilla Fontana con la Virtus di Magri, Trinchera e Calabro, avvelenata per la caduta di Caserta che ha spezzato l’incantesimo della serie positiva e si prosegue col Catania al Via del Mare, e poi il derby-promozione di Foggia. E poi ancora Fondi, Cosenza in terra di Calabria e tre giorni dopo la Juve Stabia in casa, prima del derby col Taranto rilanciato da Totò Ciullo e dell’altra trasferta di Matera.

Tutte in corsa - E capisci allora che ha ragione Roberto Stellone quando, la domenica mattina, mentre si gode il piccolo Geremia, il figlioletto di quattro anni che gioca sul lungomare di Terracina baciato dal sole, dice: «Io non restringerei la corsa per la B in presa diretta a Lecce e Foggia, neppure dopo il solco che si è fatto più profondo con i risultati dell’ultima giornata, rispetto al Matera ed alla Juve Stabia. Undici gare da giocare sono ancora tante. E le alternanze vissute dalle quattro contendenti in questa stagione lascia ancora aperte le ipotesi di recupero, specialmente da parte del Matera, che non può essersi smarrito definitivamente». E avverte. «Chi sta davanti non può mollare sino alla fine. Ovviamente il duello immediato è quello fra Lecce e Foggia, che però hanno sperimentato ancora una volta sabato come gli avversari si esaltino davanti alle loro storie di grande importanza e prestigio. I salentini hanno il vantaggio di due punti che qualcosa peserà magari nel corso di questo lungo finale, e che può essere molto importante per lo scontro diretto in programma fra tre settimane. Ma intanto occhio alla gara di domenica prossima sul campo della Virtus di Calabro che ormai si è abituata all’alta quota».

Viva la gioventù - Stellone difende tutto il valore della vittoria sofferta del Lecce contro la Vibonese. «È il momento nel quale i valori tecnici devono fare i conti con la rabbia agonistica delle squadre che devono salvarsi o che comunque cercano un posto nei play off allargati». Trentanove anni e già un’esperienza vincente da allenatore, la panchina d’oro e poi quella d’argento, la B negata al Lecce nella finalissima a tinte calde con il suo Frosinone che poi portò anche in serie A, Stellone sa come si fa a vincere. «Il sorpasso del Perugia all’ultima giornata del campionato nello scontro diretto in casa degli umbri, ci costrinse alla lotteria degli spareggi. Il Lecce costruito per andare in B con Miccoli e altri grandi giocatori era partito male quell’anno. Noi non eravamo additati fra i papabili alla promozione; in programma c’erano magari i play off. Ma sino all’ultima giornata pregustavamo lo sbarco diretto. Dopo la caduta di Perugia, mentalmente ci calammo nell’atmosfera degli spareggi. Pareggiammo a Lecce la gara di andata. Nella finalissima, quel 7 giugno del 2014, dopo il vantaggio iniziale del Lecce ed il nostro pareggio giocò a nostro favore l’espulsione di Beretta nei supplementari. Ma quello era un Lecce che pagava anche forse l’età più avanzata della squadra, rispetto alla nostra gioventù che aveva una marcia in più sul piano della corsa, su quello agonistico. Ecco, in questo campionato nel finale la condizione atletica sarà determinante».

Profumo di rosa - Agonismo, ma anche qualità tecnica. «Le “rose” di Foggia e Lecce sono di primissimo piano. E sono diventate ancora più qualificate dopo il mercato invernale. Meluso, con il quale abbiamo lavorato insieme a Frosinone, ha portato giocatori capaci di garantire a Padalino i necessari avvicendamenti. Ha fatto bene in estate, ha perfezionato l’opera in seconda battuta. Costa Ferreira, Agostinone, Marconi sono una garanzia. Ed il bomber ha già sostituito con successo Caturano, che io ho conosciuto da ragazzino quando giocava nella Primavera della Reggina, e poi ho avuto a Bari, quest’anno, in ritiro per tre giorni. Ha scelto Lecce e sta vivendo un campionato da protagonista. Il Foggia si è arricchito di un uomo-gol come Di Piazza e di Deli a centrocampo. Anche Stroppa ha una rosa che, come quella leccese, è un lusso per la categoria. Il Matera ha l’esperienza di Auteri. Sapranno uscire da questa contingenza».

Bomber doc - Capitano del Napoli, da calciatore, un’altra promozione in serie A con i partenopei, dove era approdato dopo l’esperienza leccese, al tramonto del secolo breve, sei gol in diciannove partite, da gennaio in poi, nel Lecce di Sonetti che vinse il campionato di B. «Fu una stagione indimenticabile, il gol più bello lo segnai a Reggio Calabria, incancellabile l’ultima partita in casa del Chievo dove festeggiammo la promozione. Questo Lecce ed il suo pubblico meritano di tornare a vivere il grande calcio».





Data: 27/02/2017.   Fonte Notizia: Antonio Imperiale, Nuovo Quotidiano di Puglia

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