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Dalla rubrica: Turismo

«TURISMO ESTERO A PICCO SE LA PUGLIA PERDE LE ROTTE»

La Puglia che si piazza al tredicesimo posto per presenze turistiche straniere preoccupa e non poco gli operatori che lavorano nel ettore dell’incoming.
 

Clicca per ingrandireLa Puglia che si piazza al tredicesimo posto per presenze turistiche straniere preoccupa e non poco gli operatori che lavorano nel ettore dell’incoming. Del resto, i dati Istat pubblicati dall’Agenzia nazionale per il turismo (Enit) non asciano spazio a dubbi: nella nostra regione si contano 730mila arrivi e 2.177.000 presenze. Briciole se paragonate ai numeri imponenti del Veneto (più di 42 milioni di presenze) o del Trentino Alto Adige (più di 26 milioni di presenze), solo per fare un esempio.

Se, poi, alle cifre non edificanti si aggiunge la minaccia di Ryanair di investire sempre più su Napoli - 19 nuove rotte -, la preoccupazione diventa subito allarme. «Abbiamo rotte abbastanza estive, questo lo sappiamo, motivo per cui un aspetto da non sottovalutare è quello di aumentare le rotte verso i mercati esteri» sottolinea il presidente di Federalberghi Brindisi, Pierangelo Argentieri. «Ed è per questo che da tempo insistiamo per avere un volo per gli Stati Uniti, perché se mancano i voli non ci sono target di riferimento - aggiunge Argentieri -. E a proposito di rotte, abbiamo apprezzato molto il volo diretto della British, che apre uno scenario diverso, nel senso che torna un certo interesse anche da parte degli inglesi». Per il numero uno di Federalberghi Brindisi «in un mercato che sposta i voli rispetto alla capacità del territorio di essere più attrattivo. Regione e Aeroporti di Puglia devono considerare la necessità di irrobustire la filiera, affinché si creino le condizioni perché alcuni tour operator possano investire da noi. Non possiamo pensare al turismo spontaneo, ai vacanzieri che su internet si affittano il b&b, bisogna pensare al turismo intermediato e per quello servono oltre ai voli anche strutture capaci di offrire le garanzie che chiedono gli stranieri. Il tour operator stranieri sceglie una località piuttosto che un’altra proprio in base alla rotta e alle strutture ricettive. Per poter incrementare le presenze dall’estero è necessario lavorare su questi due fronti».

Sulla stessa lunghezza d’onda, Marco Carra, titolare del portale turistico Salento.it. «Tutto il turismo passa dai vettori aerei, un turista di alta fascia viene in aereo e lo vuole anche comodo. E ora rischiamo anche di perdere Ryanair, che sembra preferire Napoli - afferma l’imprenditore -. Purtroppo le presenze stranieri nella nostra regione mostrano ancora numeri microscopici, ma noi pensiamo il contrario e cioè che in Puglia arrivi tutto il mondo. Così non è. Siamo una destinazione scomoda, perché chi arriva a Bari e poi deve raggiungere il Salento è costretto a fare lo slalom tra mezzi pubblici quasi mai collegati fra loro, per cui per arrivare ad esempio dal capoluogo regionale finoo a Santa Maria di Leuca rischia di viaggiare ancora per altre 4 ore. Chi viene dall’estero vuole atterrare nel posto in cui ha scelto di andare in vacanza, non perdere intere giornate nei mezzi di trasporto. Basterebbe guardare cosa accade in Grecia: lì tutte le isole, anche le più piccole, hanno l’aeroporto, e hanno anche tantissime compagnie, dalle 28 alle 35, per cui un turista atterra e al massimo in venti minuti è nella sua stanza d’albergo. Perché noi non possiamo essere come loro? Il mercato dei voli è fondamentale se vogliamo veramente incrementare i turisti stranieri, ma purtroppo ancora non lo capiamo».

Cambiare strategia è la parola d’ordine dei politici. Per il consigliere regionale del Pd Sergio Blasi «si possono lanciare campagne di comunicazione quanto si vuole ma se per arrivare a Lecce dall’aeroporto di Brindisi l’unico mezzo a disposizione rimane la gomma i dati poco confortanti sulle presenze turistiche straniere sono destinati a rimanere tali. Senza il collegamento ferroviario con l’aeroporto di Brindisi e la metropolitana di superficie, il destino del Salento è segnato». Il consigliere regionale di Fi, Andrea Caroppo, sottolinea come la Puglia «viva di rendita, ma così rischiamo di essere una moda che prima o poi passa. Bisogna investire, per noi è fondamentale il collegamento diretto dall’aeroporto di Brindisi al Salento». Rispetto a Ryanair Caroppo aggiunge: «Il fatto che vogliano investire a Napoli rappresenta un bel problema, perché la crescita di presenze in tutta la Puglia è legata al traffico della compagnia. A quasi due anni dall’insediamento di Emiliano non abbiamo ancora capito quale progetto di sviluppo turistico e aeroportuale si immagina il governo regionale».


Data: 13/03/2017.   Fonte Notizia: Maria Claudia Minerva, Nuovo Quotidiano di Puglia

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