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SALENTO: RETE ONCOLOGICA E' REALTA', ADDIO VIAGGI DELLA SPERANZA

Addio viaggi della speranza. La Rete oncologica pugliese è l’unica deliberata ed attiva del sud Italia.
 

Clicca per ingrandireAddio viaggi della speranza. La Rete oncologica pugliese è l’unica deliberata ed attiva del sud Italia. Una delle sette attive su tutto il territorio nazionale. Un’organizzazione ormai entrata a pieno regime anche a Lecce, dove nella giornata di ieri è stata ufficialmente presentata ai cittadini, ai sindaci ed agli addetti ai lavori nell’ambito di un incontro che si è tenuto presso l’Open Space di piazza Sant’Oronzo. Regione Puglia, AReSS, ROP e FAVO Puglia, la federazione che riunisce le associazioni dei volontari impegnati in oncologia, ne hanno illustrato i contenuti, l’organizzazione, il funzionamento e le modalità di accesso immediato, chiarendo bene che per il suo pieno successo è determinante la collaborazione con le istituzioni, le associazioni, i medici di famiglia, gli specialisti e gli operatori sanitari. Alla presentazione di ieri erano dunque presenti trasversalmente autorità, cittadini ed addetti dal vice-prefetto Marilena Sergioalcommissario straordinario della Asl Rodolfo Rollo.

La Rete Oncologica Pugliese è stata rappresentata da Gianmarco Surico (Coordinatore Operativo UCOOR), da Gaetano Di Rienzo (Coordinatore DIOnc – Salentino – Lecce), da Paola Povero AReSS Puglia, dalla presidente AIOM Puglia Silvana Leo e dal presidente dell’OMCeO leccese Donato De Giorgi. Il vice direttore FAVO Francesco Diomedeha moderato l’incontro. Per Rollo «prima tanti professionisti facevano tante cose buone, ora un gruppo di professionisti si prende carico del paziente. Non è più il cittadino che rincorre l’eccellenza, sono i professionisti che si uniscono per dare risposte concrete ed immediate al cittadino». Ormai infatti l’Unità di Coordinamento della Rete (UCooR) ha varato i Centri di Orientamento Oncologico (COrO) e il regolamento per stabilire percorsi e mansioni. Una Rete che proprio per mezzo dei COrO (quello di Lecce è attivo dallo scorso 18 gennaio) risparmierà a tanti pazienti gli ormai inutili “viaggi della speranza”.

La presa in carico del paziente garantisce un’assistenza a 360 gradi dal disbrigo delle pratiche ai percorsi diagnostici, che prevedono anche ambulatori multidisciplinari dove diversi professionisti monitorano insieme il paziente garantendogli un approccio olistico, cercando di volta in volta le soluzioni e le terapie personalizzate. In sostanza, grazie alla Rete, i percorsi di cura e le proposte terapeutiche sono gli stessi offerti su tutto il territorio nazionale a prescindere dal centro scelto. Il Dipartimento integrato di oncologia, coordinato da Gaetano Di Rienzo, è la stanza dei bottoni delle decisioni che si prendono per tutte le attività oncologiche di area medica, chirurgica e sociale che si svolgono nel proprio ambito territoriale ed indirizza e supporta le relative strutture sulla base dei programmi formulati dall’Unità di Coordinamento Regionale.

Del Dipartimento fanno parte le Unità Operative di Oncologia, i Gruppi di Patologia Interdisciplinari e i Centri di Orientamento Oncologico (COrO). Questi ultimi sono stati localizzati in cinque strutture ospedaliere: Ospedale “Vito Fazzi” di Lecce, Ospedale “Cardinal Panico” di Tricase, Ospedale “Sacro Cuore di Gesù” di Gallipoli, Ospedale “Veris Delli Ponti” di Scorrano e Ospedale “Francesco Ferrari” di Casarano. Le figure professionali impegnate nel COrO spaziano dall’oncologo, all’infermiere care manager, allo psicologo, all’assistente sociale, al personale amministrativo con competenze in elaborazione dati, al personale volontario. Piemonte, Puglia e Veneto sono le uniche tre regioni dove la Rete oltre ad essere effettivamente deliberata è stata concretamente messa in moto, tra le sette avviate a livello nazionale, hanno evidenziato i relatori. Accoglienza e percorsi definiti all’avanguardia per i pazienti, con un livello elevato di efficienza sanitaria che collocano la Puglia ai vertici delle realtà nazionali.



Data: 05/04/2019.   Fonte Notizia: La Gazzetta del Mezzogiorno

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