Assicurazioni
& Pratiche automobilistiche

Assicurazioni
& Pratiche Automobilistiche

 

 

Immobili in Affitto/Vendita


 

 

 

 

 

Strutture ricettive
e Ristoranti nel Salento

Hotels

 

Agriturismo/B&B

 

Ristoranti

 

 

Eventi
nel Salento

Feste

 

Sagre

 

Concerti

 

Mostre

 

Altri

 

 

Newsletter

Iscrizione

 

Cancellazione

 

 

Link utili

Link utili

 

 

Disclaimer

Disclaimer

 

 

Dalla rubrica: Cronaca

ECCO OTTO, L'OTTAVIANELLO

A Carovigno la "riscoperta" dello storico vitigno.
 

Clicca per ingrandire...e Otto. Simbolo di infinito, di perfezione, di influenza karmica e soprattutto, enologicamente parlando, della nuova “creatura” ottenuta da uve Ottavianello - ed ecco il nome - in purezza, da Carvinea. Azienda agricola in masseria cinquecentesca in agro di Carovigno, a pochi passi dal mare, che prende il nome dalla versione medievale del toponimo del paese e probabilmente riferito alla fertilità della circostante terra di Ostuni. Vitigno a bacca nera di origine greco-caucasica, l’Otta-vianello fu presumibilmente introdotto in Italia, in piena Magna Grecia, dai Focesi, che fondarono colonie in tutto il Mediterraneo, o dagli Eubei, che si stanziarono in Campania nel IX secolo; entrambe le ipotesi sono avallate dalla parentela genetica del vitigno con il Syrah e con l’Aglianico, entrambi a loro volta legati all'uva Dureza (la Duracina dei latini), e con un gruppo di varietà vicine geneticamente al Sangiovese.

Introdotto in Puglia dal marchese di Bugnano, che da Ottaviano, provincia di Napoli, lo importò a San Vito dei Normanni nella seconda metà del diciannovesimo secolo, l'Ottavianello è ancora oggi tipico della zona di Ostuni ed è alla base dell'omonima Doc. E’ sopravvissuto anche in Sicilia, dove è conosciuto come Grecu, in Grecia (Stephadampelos) e si coltiva anche in Francia con il nome di Cinsault, anch'esso geneticamente affine con Syrah e Aglianico.

Otto, quindi, frutto della passione di Beppe di Maria, patron di Carvinea, che ha deciso di puntare sulla riscoperta di questo vitigno dimenticato assecondando un’intuizione vincente: «La mia idea si è concretizzata nel 2013, quando ho convertito circa tre ettari di vigneto alla coltura dell'Ottavianello, nel quale intravedevo un grandissimo potenziale. Ho subito coinvolto in quest’avventura il nostro enologo Riccardo Cotarella, che ha immediatamente condiviso il mio progetto e ha magistralmente creato Otto, “il vino che mancava».

Condivide appieno Riccardo Cotarella, padre di tutte le altre etichette dell'azienda: «L'Ottavianello è stato ingiustamente accantonato, per lungo periodo, per le sue caratteristiche che lo allontanano dal prodotto “classico” pugliese. Ci voleva l'iniziativa forte, visionaria e libera da condizionamenti di un imprenditore come Beppe di Maria per riscoprirlo e valorizzarlo, riportandone alla luce tutta l'eleganza e il potenziale di altissimo livello». Solo ulteriori ricerche e una seria sperimentazione in vigna e in cantina potranno dire se questa varietà potrà affiancarsi, per diffusione, alle più note pugliesi, «ma già oggi, per me», conclude Cotarella, «l'Ottavianello si può annoverare in termini qualitativi fra i vitigni più importanti della regione».

Il nuovo vino è stato presentato alcuni giorni fa, presso il Centro Porsche Bari di Modugno, in una serata condivisa da ospiti ed esperti illustri: Bruno Vespa, chiamato a coordinare gli interventi di Cotarella, Nino D’Antonio, scrittore e giornalista, Leonardo Di Gioia, assessore all'Agricoltura e alle Risorse agroalimentari della Puglia Paolo Laudani, docente Fondazione italiana Sommelier, Giorgio Mercuri, presidente Fedagri Confcooperative, Attilio Scienza, docente universitario, Dario Stefàno, senatore della Repubblica.


Data: 26/01/2016.   Fonte Notizia: Leda Cesari, Nuovo Quotidiano di Puglia

 

 

Comuni della provincia di Lecce

 

 

Viaggi culturali in Puglia

Viaggi culturali in Puglia

 

 

Partners Commerciali

 

 

Shuttle/Navetta
nei comuni di ...

 

 

 

SALENTO
da scoprire ...

Monumenti del Salento