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Dalla rubrica: Sport

LA CARICA DI AGOSTINONE: «VOGLIO LA B COL LECCE»

Vado, lo prendo e torno. Così ha fatto il direttore sportivo del Lecce Mauro Meluso per regalare il terzino sinistro Giuseppe Agostinone a Padalino.
 

Clicca per ingrandireVado, lo prendo e torno. Così ha fatto il direttore sportivo del Lecce Mauro Meluso per regalare il terzino sinistro Giuseppe Agostinone a Padalino. «L’incontro decisivo c’è stato ieri mattina (mercoledì, ndc) a Foggia, siamo stati rapidissimi, poco prima dell’ora pranzo eravamo già a Lecce», afferma in conferenza stampa Meluso. «È stata una trattativa non semplicissima perché Giuseppe era un punto di forza del Piacenza che, come il Lecce, è una società gloriosa, e per questo volevo ringraziare la disponibilità del presidente e della dirigenza del Piacenza. Agostinone voleva fortemente il Lecce, anche per la presenza di Padalino, ma credo avrebbe fatto comunque questa scelta. Lecce rappresenta un’opportunità per chiunque e i calciatori ci vengono volentieri qui. Gli oltre novemila abbonati fanno riflettere chiunque».

Il calciatore foggiano, 28 anni, si presenta ringraziando il club del presidente Tundo. «Ringrazio la società del Lecce, il direttore sportivo Meluso, il tecnico Padalino e il suo staff per avermi dato questa opportunità e spero di ripagarla al meglio», dichiara. «Lecce è una piazza importantissima e quando ci ho giocato da avversario mi ha sempre affascinato, quindi la chiamata del club giallorosso ha avuto la priorità e mi ha fatto declinare le altre offerte. Per puntare a vincere qualcosa devi avere dei giocatori importanti, io posso solo assicurarvi che ci sarà grandissimo impegno da parte mia. La presenza di Padalino ha inciso molto sulla mia decisione, lo conosco dai tempi di Foggia, la sua idea di calcio, all’avanguardia, non è nuova per me, è un modo di fare calcio che conquista tutti i giocatori. Su Padalino non c’è bisogno che mi esprima: può ambire a palcoscenici importanti, è sulla strada giusta ed è un grandissimo uomo. Il mister mi ha detto quello che mi diceva a Foggia, di mettere la mia umiltà al servizio della squadra e di giocare come so fare».

L’esterno mancino si è messo subito a disposizione del tecnico e ha lavorato con i nuovi compagni di squadra. «Io penso che la mia caratteristica principale è l’umiltà, la disponibilità a soddisfare le esigenze del mister in ogni situazione, penso di potermi esprimere e dire la mia sia a livello difensivo che sul piano offensivo», spiega, «il mio approccio con i miei nuovi compagni è stato positivo, ho respirato quell’aria di ottimismo, conosco molti di loro per averci giocato contro. Ho trovato un gruppo compatto e questo non può che agevolare il mio inserimento». L’ex difensore del Piacenza arriva in una squadra in corsa per la promozione diretta e nonostante giocasse nel girone A non ha smesso di seguire il campionato meridionale. «Ho giocato una vita in questo girone: conosco le piazze e il blasone delle squadre», ricorda, «è un campionato equilibrato dove bisogna fare benissimo come ha fatto il Lecce che è primo in classifica, bisogna cavalcare questa onda. La classifica rispecchia sempre bene o male i valori delle squadre, oggi Lecce e Matera sono prime e Juve Stabia e Foggia alle spalle: saranno queste quattro squadre a giocarsela fino alla fine e chi sbaglierà di meno riuscirà a conquistare qualcosa di importante. E, al di là di come andrà a finire, queste squadre avranno sempre fatto un grande campionato perché c’è un grandissimo equilibrio, vincerà soltanto una, speriamo noi. Il sogno nel cassetto è far felici i tifosi perché ora indosso la maglia giallorossa e salire in B con il Lecce è una cosa importante». A Lecce, nonostante sia fidanzato, vivrà da solo. «Perché vivo di calcio ventiquattro ore al giorno, il mio primo pensiero al mattino e l’ultimo della giornata. Cercherò in tutti i modi di raggiungere il mio obiettivo che è quello che sognano tutti i tifosi e la società», aggiunge il nuovo calciatore giallorosso che sottolinea l’importanza di una tifoseria numerosa come quella leccese. «È il dodicesimo uomo in campo, giocare sia in casa che fuori con i tifosi al seguito ti dà quella spinta in più soprattutto in piazze dove devi raggiungere determinati obbiettivi», sostiene. «Questo mi è mancato tanto anche se mi sono trovato benissimo a Piacenza, anzi approfitto per ringraziare tutta la società. Il tifo è molto importante e ti permette di dare il centodieci per cento». Nato come centrocampista, più precisamente come mezzala sinistra, si è poi adattato come terzino. Fu proprio Padalino a formarlo in un altro ruolo. «Sono cresciuto con il mito di Maldini, a Foggia fu proprio mister Padalino a farmi giocare come esterno di centrocampo nel suo 3-4-3», aggiunge, «il mister predilige il gioco palla a terra e per un giocatore è più semplice evidenziare le proprie qualità». In squadra ha trovato il capo cannoniere del girone C, Sasà Caturano. «Cercheremo sempre di metterlo nelle condizioni di fare gol, «conclude, «questa è una squadra molto propositiva e cercheremo in tutti i modi di essere concreti».



Data: 27/01/2017.   Fonte Notizia: Tonio De Giorgi, Nuovo Quotidiano di Puglia

 

 

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