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Dalla rubrica: Turismo

RIAPRE LA PISTA: GLI AEREI DA TURISMO TORNANO A LEPORE

Un polmone per fornire altro ossigeno al turismo. Riapre l’aeroporto di Lepore, tra Lecce e San Cataldo.
 

Clicca per ingrandireUn polmone per fornire altro ossigeno al turismo. Riapre l’aeroporto di Lepore, tra Lecce e San Cataldo. Obiettivo: una possibilità in più, per le migliaia di visitatori, per guardare il Salento da un’altra prospettiva. Dall’alto. È il turismo in aereo che rappresenta un segmento sempre più importante per questo territorio. E, poi, domani chissà perché gli imprenditori che “riaccendono” la pista vogliono pensano in grande. Magari uno scalo aeroportuale in senso classico.

L’obiettivo è fissato. Tempi stretti: entro alla fine di giugno o non oltre la metà di luglio, quando riaprirà i battenti l’aeroporto Lecce-Lepore, il sogno di collegare attraverso il cielo il Salento al resto d’Italia e dell’Europa, ai vicini Balcani e al Nord Africa. L’aerostazione, il cui nome deriva dalla vicina masseria, era stata chiusa per il sospetto di lottizzazione abusiva, nel 2002. È anche finita nel mirino dei vandali. La burocrazia ha intralciato non poco l’operazione di rilancio della struttura, ma sia da Bari che da Roma, sia da Napoli che da Brindisi l’Enac (Ente nazionale per l’aviazione civile) ha alzato disco verde. Dunque, adeguato in termini di sicurezza, l’aeroporto leccese, che è gestito dalla società Fly Mediterraneo, potrà costituire un tassello dell’offerta turistica salentina. Da lì transiteranno aerei di piccole dimensioni, monoelica o bielica; velivoli leggeri che trasportano non più di dieci persone.

A terra non mancheranno i servizi. A dispetto delle lamentele che troppo spesso accompagnano le lodi al Salento. «Creiamo un polo logistico che - ha osservato l’architetto Giovanni Cantatore, progettista dell’aerostazione - offrirà il rifornimento di carburante, la ristorazione, ma anche le guide per visitare Lecce o per andare al mare».

Uno scalo provvidenziale quando a Brindisi sarà difficile atterrare o decollare. «L’aeroporto Papola Casale - fa notare il progettista - è interessato da un notevole traffico aereo. Penso al futuro e immagino che, se non si troveranno slot disponibili a Brindisi, si potrà atterrare a Lecce. E magari allungheremo la pista fino a 1.300 metri».

Arriveranno aerei non più pesanti di 5.700 chili. Sulla pista asfaltata, lunga circa mille metri, ma della quale, per motivi di sicurezza, i velivoli ne sfrutteranno settecento. «In futuro potranno arrivare aerei di maggiori dimensioni - immagina Cantatore - quindi saremo in rete con altri aeroporti, ma anche con aziende connesse al settore del turismo». E infatti l’aerostazione sita nelle vicinanze di San Cataldo non sarà solo polo logistico. «Sarà la sede di una scuola di volo e di quella di paracadutismo - prevede il progettista - e offrirà servizi non solo a chi arriva e a chi parte. Si pensi a un bar o a un ristorante. Riaprire un’infrastrutlura indispensabile per il turismo, che è una leva incredibile per lo sviluppo del territorio, è un fatto che oggi viene guardato con maggiore attenzione. Quindi attendiamo la collaborazione delle istituzioni, perché la gestione dell’aeroporto è privata e comporta un impegno economico da non sottovalutare». Garantire servizi significherà ovviamente creare posti di lavoro. Cantatore ha previsto un presidio dei vigili del fuoco nell’aeroporto. «Sarebbe utile — ha sottolineato l’architetto Cantatore - affrontare l’emergenza degli incendi boschivi disponendo di forze ubicate già nelle vicinanze delle zone solitamente a rischio». Non resta che attendere il battesimo dell’opera ristutturata.


Data: 08/06/2017.   Fonte Notizia: Francesco Buja, Nuovo Quotidiano di Puglia

 

 

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