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DEPURATORE A "SCARICO ZERO": IN CONSIGLIO PER L'OK DEFINITIVO

Il progetto-pilota “Scarico zero” per il depuratore di Nardò e Porto Cesareo diventa modello in Puglia per la soluzione dell’emergenza idrica.
 

Clicca per ingrandireIl progetto-pilota “Scarico zero” per il depuratore di Nardò e Porto Cesareo diventa modello in Puglia per la soluzione dell’emergenza idrica. A Taranto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, propone proprio l’esempio del progetto per Nardò che lunedì arriverà in Consiglio comunale per l’approvazione definitiva.

Il sindaco di Nardò Pippi Mellone e l’assessore all’Ambiente Graziano De Tuglie hanno partecipato l’altro ieri in Prefettura a Taranto all’incontro con il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, il direttore del dipartimento Opere Pubbliche e Paesaggio della Regione Barbara Valenzano, i prefetti di Lecce e Taranto e i rappresentanti delle associazioni ambientaliste (per Nardò era presente Andrea Sciacca, presidente dell’associazione “Portoselvaggio Terra Nostra”) interessate alla realizzazione del progetto “Scarico Zero”, redatto da Aqp e finalizzato all’eliminazione dello scarico a mare e al riuso, previo trattamento, delle acque reflue degli impianti depurativi di Nardò e Porto Cesareo in agricoltura, e del progetto “gemello” per il territorio di Sava e Manduria.

Emiliano ha spiegato come la vicenda di Nardò e Porto Cesareo rappresenti «un modello virtuoso di dialogo e condivisione del percorso istituzionale rispetto alla dinamica conflittuale che è sorta nel tarantino per problemi di localizzazione del depuratore». Per Emiliano “Scarico Zero” rappresenta un progetto “pilota” sul fronte della lotta alla desertificazione e del recupero della risorsa acqua, in un momento storico di gravissima emergenza idrica, che ovviamente cancella del tutto l’ipotesi della condotta a mare di 2 chilometri prevista dal protocollo del 2015, penalizzante e ispirato a una logica obsoleta. Il nuovo progetto, inoltre, già approvato in prima battuta dal Consiglio comunale neritino, prevede l’adeguamento della seconda linea di trattamento dell’impianto di depurazione di Porto Cesareo e l’adeguamento di quello di Nardò per il riuso in agricoltura dei reflui depurati; una depurazione ai massimi livelli consentiti e la realizzazione degli ecofiltri (grandi bacini di raccolta) in cui realizzare idonea riserva antincendio e per usi plurimi (come il lavaggio delle strade pubbliche), infine lo scarico su suolo del surplus di acqua trattata non utilizzata in agricoltura. Una soluzione che accoglie tutte le istanze del mondo ambientalista. Un progetto tra i più avanzati in Europa, come lo ha definito Emiliano, e che è considerato solo un punto di partenza rispetto all’obiettivo finale della potabilità delle acque che si sta per sperimentare presso l'impianto di Fasano.

Inoltre, lo scarico emergenziale in battigia previsto dal progetto e localizzato nello stesso punto di quello attuale, a Torre Inserraglio, non sarà lo scarico di reflui, trattati o meno, ma solo lo scarico di acque piovane, peraltro in occasioni eccezionali (10-15 all’anno) di precipitazioni particolarmente intense. Soluzione che consentirà di eliminare il divieto di balneazione che attualmente esiste su quel tratto di costa.

«Mentre l’Italia è a secco -commenta il sindaco Pippi Mellone - noi siamo vicinissimi all’unica soluzione in grado di tutelare il territorio, l’acqua e il nostro futuro. Una scelta di grande lungimiranza che fa la Regione in un territorio storicamente assetato. “Scarico Zero” è un modello da imitare. Lunedì il progetto tornerà in Consiglio per l’approvazione anche a fini urbanistici ed espropriativi e sarà un’altra piccola tappa di avvicinamento alla meta».


Data: 26/07/2017.   Fonte Notizia: Giuseppe Tarantino, Nuovo Quotidiano di Puglia

 

 

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