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Dalla rubrica: Cronaca

«OLIO, PRODUZIONE OK. IN PUGLIA +42%». MA I CONTI NON TORNANO

Hanno “ammazzato” l’olio. L’olio “è vivo”. “Pablo” docet, e il settore, almeno sulla carta, resuscita.
 

Clicca per ingrandireHanno “ammazzato” l’olio. L’olio “è vivo”. “Pablo” docet, e il settore, almeno sulla carta, resuscita. Ma attorno ai numeri, evidentemente, i conti proprio non quadrano. E la forbice è da vertigini. A fronte di un calo annunciato l’estate scorsa del 30% della produzione in Puglia (con stime che lasciavano ipotizzare un crollo anche maggiore e sino al doppio di quello paventato) e del 60% in Italia, il Consorzio nazionale degli olivicoltori ribalta le previsioni e a sorpresa annuncia su scala nazionale un incremento medio complessivo del 50% per la stagione 2017/2018 (pari a 273.000 tonnellate) rispetto alla campagna olivicola 2016/2017 (pari a 182.325 tonnellate). Con la Puglia che consoliderebbe la posizione di regione leader, facendo registrare il 55% dell’intera produzione nazionale e un incremento, rispetto all’anno scorso, del 45% della produzione. Delle due, l’una.

Neppure il più impreciso tra gli exit poll ha mai capovolto così i dati, tra una proiezione e l’altra. Ma tant’è. E gli ultimi numeri, alla fine, lasciano comunque ben sperare. La produzione italiana di olio extravergine d’oliva è in leggera ripresa ma le stime per la campagna di quest’anno restano ancora lontane dagli standard di un’annata olearia ordinaria.

Tanto emerge dall’indagine eseguita dall’osservatorio di mercato del Consorzio nazionale degli olivicoltori (in tutto 24 organizzazioni di produttori e 135.000 olivicoltori che gestiscono complessivamente circa 140.000 ettari di oliveti) nell’ultima settimana di settembre, che prevede, appunto, un incremento medio complessivo del 50% rispetto alla campagna olivicola dello scorso anno.

Il segno positivo, però, non deve ingannare perché la campagna dello scorso anno, caratterizzata in molte zone da “scarica” produttiva, è stata tra le peggiori degli ultimi decenni. Se raffrontata con la campagna 2015/2016 (474.620 tonnellate prodotti), infatti, la produzione prevista per quest’anno è ancora fortemente negativa in tutte le regioni, segno evidente di come la ripresa definitiva del settore sia ancora lontana.

Tra i fattori che hanno determinato questo risultato l’andamento climatico e, in particolare, la siccità, che ha causato cascola anticipata di fiori e fruttificazione ridotta. La pioggia delle ultime settimane, però, avrebbe in parte mitigato, soprattutto al Sud, gli effetti deleteri del caldo torrido, garantendo anche per quest’anno un prodotto di grande qualità. E così, entrando nel dettaglio regionale, la Puglia resta la Regione leader con il 55% dell’intera produzione nazionale e con un incremento, rispetto all’anno scorso, del 45% della produzione.

Balzo in avanti significativo rispetto al 2016 anche per altre Regioni del Centro e del Sud, come Calabria, Sicilia, Basilicata e Abruzzo, mentre Toscana (-30%) e Umbria (-20%), a causa della carenza idrica, ridurranno di molto la produzione.

Scenario a parte, evidentemente, nel Salento, dove, per effetto della xylella fastidiosa, si è registrata una vertiginosa riduzione del numero dei frantoi tra Lecce e provincia: da 400 a 319 unità.

«Eravamo fortemente preoccupati per la siccità e per alcune malattie, come la xylella nel Salento o la Tripide dell'Olivo in Calabria, ma fortunatamente i dati in nostro possesso sono confortanti anche se c’è ancora tanto da fare», commenta il presidente del Consorzio nazionale degli Olivicoltori, Gennaro Sicolo.

«Dai riscontri dei dati sulle rese forniti dai primi frantoi aperti si registrano anche percentuali di estrazione al di sopra della media del periodo che fanno ben sperare per il prosieguo della stagione molitoria», ha continuato Sicolo, concludendo: «Il settore olivicolo italiano per tornare leader mondiale ha bisogno di più di 150milioni di nuovi olivi in produzione e almeno 25mila addetti che riequilibrino il ricambio generazionale nei campi». Nei prossimi giorni, intanto, sarà Coldiretti ad aggiornare i dati pugliesi, fermi a giugno, quando lo scenario appariva assai negativo in forza della siccità.



Data: 05/10/2017.   Fonte Notizia: Nicola Quaranta, Nuovo Quotidiano di Puglia

 

 

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