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Dalla rubrica: Cronaca

ARTIGIANATO IN RIPRESA «CRISI ALLE SPALLE PUNTIAMO A CRESCERE»

L’onda globale rompe i confini e fonde i mercati, ma l’artigianato salentino resiste conservando, almeno in parte, il suo peso e la sua ...
 

Clicca per ingrandireL’onda globale rompe i confini e fonde i mercati, ma l’artigianato salentino resiste conservando, almeno in parte, il suo peso e la sua identità forte anche della spinta rigeneratrice che, ogni anno, migliaia di giovani e donne, anche stranieri, imprimono al settore. È una sfida e, a tratti, assume, qui, i contorni di una vera e propria battaglia per la sopravvivenza che, ogni giorno, parallelamente, decreta la chiusura e l’apertura dello stesso numero di attività, quattro.

È il dato che, forse, meglio certifica lo stato attuale dell’artigianato made in Salento. È stato esposto ieri, a Salve, nel Centro polifunzionale “Dimora del lavoro”, dove Confartigianato ha dedicato un’intera giornata al valore della rappresentanza e ai servizi alle imprese, affermando la centralità dell’associazionismo come «antidoto alla desertificazione imprenditoriale» davanti ai suoi delegati ma anche a tanti sindaci, disponibili a condividere con l’associazione un percorso di sostegno e valorizzazione.

«Abbiamo voluto riaffermare, con forza, la necessità dell’associazionismo per poter ricostruire le relazioni del nostro tessuto imprenditoriale e conquistare, così, nuovi e più ampi spazi in un mercato sempre più globalizzato», ha spiegato il presidente degli Artigiani salentini, Luigi Derniolo.

«Abbiamo il compito di favorire una grande rete imprenditoriale, capace di aggregare le energie positive che hanno la voglia di affrontare le sfide del cambiamento. «Confartigianato - ha aggiunto, poi, il segretario provinciale, Giuseppe Negro - ha l’opportunità di realizzare questo progetto partendo dal suo ampio e variegato patrimonio associativo», lo stesso che ha illustrato da Anna Pina Paladini, autrice del volume “Confartigianato. Dalle origini al consolidamento democratico (1946-1958)” edito da Guerini e associati, con prefazione dello storico ed economista, Giulio Sapelli.

Al centro dell’analisi i numeri, quelli che danno corpo al settore artigianale, nel contesto di un’economia regionale e territoriale ancora oggetto degli effetti altalenanti cui la crisi ha dato sfogo. Per comprendere qual peso ancora oggi conservi l’artigianato nel Salento basterebbe osservare che lo stesso dà lavoro a 33.149 addetti, di cui 19.905 familiari e 13.244 subordinati. Salentine sono circa 17.769mila delle quasi 70mila imprese artigiane pugliesi, e del tessuto imprenditoriale territoriale totale assorbono una quota pari al 24,4%. L’incidenza sociale dell’artigianato è, quindi, di 2,2 imprese ogni cento abitanti e di 5,4 ogni cento famiglie residenti. Sono tutte piccole e micro imprese, per l'86% società individuali, per l’8,7% società di persone e solo per il 4,6% società di capitali. Ciascuna di esse conta in media 2,1 addetti.

Under 35, donne e stranieri, si diceva, giocano un ruolo fondamentale. Sono i nuovi imprenditori artigiani. I dati parlano chiaro. Le imprese artigiane giovanili sono 2.039 (in Puglia ce ne sono 8.302). Rappresentano l'11,4% di quelle artigiane totali. Le imprenditrici artigiane sono, invece, 3.360 (16,6 %). Le titolari di un’impresa artigiana sono 2.329, pari al 69,3 per cento del totale delle imprenditrici artigiane. Sono, infine, guidate da un amministratore straniero 1.408 imprese artigiane (3.097 in tutta la Puglia) e assorbono una quota del 7,9% sul totale delle imprese artigiane.

«Dai dati elaborati - spiega il direttore dell’Osservatorio economico di Confartigianato, Davide Stasi - emerge, ancora una volta, un territorio che mantiene la propria vocazione imprenditoriale, la propensione a mettersi in proprio, in gioco, a scommettere su talento e passione. Non mancano, però, gli ostacoli che rallentano o fermano proprio l’agognata ripresa economica: burocrazia, tassazione, infrastrutture, servizi pubblici. Alcuni indicatori - evidenzia - confermano che la nostra provincia non è riuscita e non riesce, tuttora, a fare il salto di qualità indispensabile per mettersi alla spalle questa lunga recessione. La grave, gravissima crisi che sembrerebbe alle spalle ha inferto duri colpi all’artigianato che comunque ha “retto” meglio in alcuni settori. Le percentuali negative appaiono, tutto sommato, meno preoccupanti al passato. L’economia ha attraversato un periodo difficilissimo che ha portato a una crisi economica e sociale, senza precedenti, che ha fatto vacillare le certezze, generando e diffondendo depressione e disorientamento negli imprenditori, nei lavoratori, nelle famiglie. Ora - così conclude Stasi - alcuni indicatori economici, finalmente, iniziano a dare importanti segnali di ripresa».


Data: 11/10/2017.   Fonte Notizia: Pierpaolo Spada, Nuovo Quotidiano di Puglia

 

 

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