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Dalla rubrica: Cronaca

LA PUGLIA AVRA' PIU' ACQUA: APERTA LA PAVONCELLI BIS

Abbattuto ieri mattina l’ultimo diaframma della galleria idrica Pavoncelli bis.
 

Clicca per ingrandireAbbattuto ieri mattina l’ultimo diaframma della galleria idrica Pavoncelli bis. L’infrastruttura consentirà di far arrivare l’acqua dall’Alta Irpinia alla Puglia in modo stabile e sicuro. All’appuntamento erano presenti il ministro per le infrastrutture e i trasporti, Graziano Delrio, e i governatori di Campania e Puglia, Vincenzo De Luca e Michele Emiliano. «Terminare una grande opera specialmente nel Mezzogiorno è, insieme alla capacità delle nostre imprese, un segno di fiducia anche da parte dello Stato che rende reali i progetti e le promesse che ha fatto - ha detto il ministro Delrio -. Abbiamo già firmato numerosi accordi per iniziare i lavori e sono fiducioso che con questo piano anche il problema dell’emergenza idrica potrà essere affrontato con più possibilità di essere risolto».

La condotta idrica di 9 chilometri dalla Valle del Sele arriva nel territorio irpino di Conza della Campania, per collegarsi da qui all’Acquedotto Pugliese. «Siamo qui per onorare il lavoro italiano che ha realizzato l’abbattimento dell’ultimo diaframma della galleria Pavoncelli bis. Speriamo che questa avventura attesa dal 1980 si concluda positivamente. È chiaro che bisogna sempre aspettare di aprire il rubinetto prima di dire che la battaglia sia finita. La Puglia oggi è venuta qui per dire grazie. Un grazie che comincia più di cento anni fa e arriva sino ad oggi» ha commentato il presidente Emiliano.

L’intervento consiste nella realizzazione di una galleria di by-pass dell’esistente galleria Pavoncelli sita tra Caposele e Conza della Campania, che trasferisce alla Puglia circa 4,5 metri cubi di acqua al secondo (oltre un quarto della dotazione idropotabile della Puglia) consentendo, senza alternative, l’approvvigionamento idrico di circa un milione e mezzo.

«Ringrazio il professor Sabatelli - ha aggiunto - una nostra personalità che ha contribuito, in maniera importantissima e commossa, alla realizzazione di quest’opera. Ci vuole coraggio, senso di squadra, trasparenza, perché quando un’impresa del genere viene realizzata in modo trasparente, anche l’ultimo assunto, l’ultima ruota del carro, come si dice, si sente parte di una grande impresa, sente di essere dentro una storia umana meravigliosa. Ovviamente la filmografia americana alle volte ci influenza, sono entrato qui dentro e osservando i colori, i caschi, mi è venuto in mente Armageddon, devo dire che ci siete andati vicini, perché le difficoltà tecniche che avete dovuto superare sono state straordinarie. E quindi, chiudendo questo mio intervento, vi dico che solo insieme questo Paese può costruire cose straordinarie. La Puglia e la Campania sono legate dalla circolazione dell’acqua, che è quasi come la circolazione sanguigna, siamo due regioni siamesi per certi versi. Bene, queste due regioni possono dare un contributo, possono fare molto di più se verranno ben sostenute, come in questo caso, dal resto del Paese. Noi ci siamo. E ci siamo con il lavoro, con l’intelligenza, con la fantasia, con il coraggio e con la generosità di molte delle persone che sono qui; con la capacità di cancellare la parola “io” e di sostituirla con la parola “noi” abbiamo dato la possibilità a quest’opera di essere compiuta».

Nel corso dell’inaugurazione c’è stato anche un botta e risposta polemico tra i due governatori sull’utilizzo delle risorse. Ad accendere la miccia è stato De Luca che ha rilanciato «la necessità di prevedere un ristoro ai comuni nel cui territorio si trovano le sorgenti. Ne parleremo con grande calma e amicizia con Emiliano». Calma ed amicizia che il presidente della Puglia non sembra disposto a dispensare. Anzi s’infuria e risponde a tono: «Ristori? De Luca deve parlarne nelle sedi opportune».

All’inaugurazione dell’infrastruttura, insieme al governatore pugliese anche l’assessore ai Lavori Pubblici, Anna Maria Curcuruto e il consigliere Fabiano Amati. «Ho provato gioia per un lungo percorso che si conclude e sollievo per lo scampato pericolo di un nuovo fallimento - ha sottolineato Amati, presidente della Commissione regionale Bilancio -. Con la Pavoncelli bis possiamo ritenerci degni eredi di una generazione di pionieri che all’inizio del secolo scorso resero possibile l’impensabile: la deviazione del fiume Sele per dissetare la Puglia. C’è insomma la necessità di pervenire ad un unico accordo di programma, ove tutti siano contemporaneamente e reciprocamente creditori e debitori, magari organizzato per raggiungere l’ambizioso progetto di Acquedotto meridionale, la cui costituzione è suggerita non già dalla ragionevolezza politica ma dalla struttura geologica delle nostre terre».



Data: 25/10/2017.   Fonte Notizia: Maria Claudia Minerva, Nuovo Quotidiano di Puglia

 

 

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