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Dalla rubrica: Cronaca

SUD EST ORA SCOPRE LE CARTE: «SALENTO, PIU' TRENI E SERVIZI»

Su una “torta” da 250mila viaggiatori salentini al giorno, oggi Ferrovie Sud Est riesce ad intercettare solamente un fetta pari al 3%, meno di 8mila utenti.
 

Clicca per ingrandireSu una “torta” da 250mila viaggiatori salentini al giorno, oggi Ferrovie Sud Est riesce ad intercettare solamente un fetta pari al 3%, meno di 8mila utenti. Colpa di un servizio, quello ferroviario in particolare, non all’altezza, di collegamenti lenti e scomodi, di una disaffezione complessiva dei salentini stanchi di cancellazioni, ritardi e viaggi da incubo. Però, il futuro di Fse passa proprio «dall’aggressione al mercato salentino», come ha ammesso il dirigente dell’azienda di trasporto, Giorgio Botti, durante l’audizione davanti alla commissione Trasporti della Camera dei deputati chiesta dal deputato M5S, Diego De Lorenzis. Il parlamentare pugliese commenta: «Finalmente risposte chiare e puntuali, è una vittoria del M5S».

Da quanto emerso, Ferrovie Sud Est punta sul Salento per crescere e uscire dalle sabbie mobili di un quasi fallimento e di un concordato preventivo che i creditori devono ancora accettare. «Il nostro obiettivo - dichiara l’ingegnere Botti durante l’audizione - è aumentare la quota di mercato in Salento». Come? Elevando gli standard qualitativi e quelli di sicurezza, ma anche attraverso la realizzazione della metropolitana di superficie.

La metropolitana di superficie salentina. Su questo punto il manager di Fse è chiaro e alla precisa domanda di De Lorenzis se Fse è intenzionata a realizzare il progetto, risponde: «Noi siamo il soggetto attuatore, a decidere è la Regione Puglia». E il governatore Michele Emiliano, nemmeno un paio di mesi fa, è stato altrettanto netto sulla questione: «La metropolitana di superficie salentina è per noi strategica, si deve fare», ha chiarito lo scorso agosto. «Non appena saranno nella nostra disponibilità i fondi avvieremo la progettazione», ha annunciato sempre Botti in commissione. La data di consegna dell’opera dovrebbe essere, carte alla mano, quella del 2021: tra 4 anni la provincia di Lecce dovrebbe essere collegata da treni elettrici. Fse è sempre stata scettica sulla necessità di creare la metropolitana di superficie ma si è dovuta scontrare con la volontà del governo regionale. Sono già pronti circa 130 milioni di euro del Patto per la Puglia, ed Emiliano ha più volte ribadito che, se necessario, il fondo può essere aumentato.

Sicurezza e velocità. L’altro tema toccato durante l’audizione è stato quello della sicurezza: Botti ha annunciato che entro novembre sarà avviata la progettazione dell’opera che prevede l’installazione dell'Scmt, il sistema di controllo automatizzato della marcia dei treni, anche sulle tratte leccesi. Sono stati impegnati 40 milioni di euro, i cantieri però non apriranno prima di un anno e i lavori termineranno - ha annunciato il manager - nel 2020. Quindi, non 2019 come inizialmente paventato, occorrerà un anno in più. «Da quel momento - ha spiegato il manager - potremo aumentare la velocità di viaggio, ora limitata a 50 chilometri orari». I 40 milioni sono nella disponibilità della Regione Puglia ma non sono ancora stati trasferiti a Fse.

La situazione economica e il contratto di servizio con la Regione Puglia. La situazione economica-finanziaria, invece, è stata illustrata dal presidente di Ferrovie Sud Est, Luigi Lenci. Stando ai dati sciorinati dal numero uno di Fse, il 2017 si chiuderà con un patrimonio netto ancora negativo, un passivo di circa 135 milioni, ma in miglioramento rispetto al 2015. La notizia positiva per i 1.300 difendenti e per i creditori è che il risultato di esercizio netto del 2017 è positivo; Fse produrrà entro l'anno che si sta per chiudere un utile che oscilla tra gli 11 e i 12 milioni. «Questo significa - ha spiegato Lenci - che, con una corretta gestione e gli opportuni investimenti, ci sono tutte le condizioni per tornare su una base economica di positività». Significa anche che Ferrovie Sud Est non è un carrozzone mangia-soldi, ma un’azienda di trasporto in grado di generare utili. Lenci ha rassicurato sul fatto che Fse sarà in grado di mantenere la gestione delle linee concesse: «Abbiamo ribadito alla Regione - ha annunciato - che saremo in grado anche noi, come successo per le altre società operatrici in Puglia, di ottenere l’estensione dell’affidamento delle linee per altri dieci anni».

I servizi, bus e treni. Per quanto riguarda i servizi, l’ingegnere Botti ha anticipato che «entro la fine del 2018» farà il suo esordio il biglietto unico integrato e digitale. Di cosa si tratta? In sostanza, i viaggiatori pugliesi potranno acquistare, anche tramite smartphone e computer, il ticket con il quale sarà possibile salire non solo su bus e treni targati Fse, ma anche quelli di Ferrovie dello Stato italiane. Capitolo autobus: il manager ha dichiarato in commissione che nel 2018 saranno messi in strada altri 68 nuovi bus, che si aggiungono ai 64 già attivati. «In questo modo abbatteremo l’età media del parco autobus, scendendo dagli attuali 18 anni a meno di 8 anni; questo significa mezzi tecnologici, moderni, comodi e affidabili», ha spiegato Botti. Infine, i treni: la prima missione da portare a termine per Fse è riattivare tutti e 27 gli Atr entro la fine dell’anno, oggi sono funzionanti solamente 14.




Data: 26/10/2017.   Fonte Notizia: Nuovo Quotidiano di Puglia

 

 

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