Assicurazioni
& Pratiche automobilistiche

Assicurazioni
& Pratiche Automobilistiche

 

 

Immobili in Affitto/Vendita


 

 

 

 

 

Strutture ricettive
e Ristoranti nel Salento

Hotels

 

Agriturismo/B&B

 

Ristoranti

 

 

Eventi
nel Salento

Feste

 

Sagre

 

Concerti

 

Mostre

 

Altri

 

 

Newsletter

Iscrizione

 

Cancellazione

 

 

Link utili

Link utili

 

 

Disclaimer

Disclaimer

 

 

Dalla rubrica: Cronaca

LISTE D'ATTESA LUNGHE: ECCO COME ABBATTERLE GRAZIE AI PRESIDI DI BASE

Utilizzare gli ospedali riconvertiti e trasformati in presidi di base per abbattere le liste di attesa.
 

Clicca per ingrandireUtilizzare gli ospedali riconvertiti e trasformati in presidi di base per abbattere le liste di attesa. È questa la “medicina” individuata dalla Regione Puglia per abbattere i tempi ancora troppo lunghi per eseguire un esame o una visita specialistica. Come evidenziato ieri dal Nuovo Quotidiano di Puglia, le liste di attesa a livello regionale continuano ad essere, in molti casi, sopra il limite massimo fissato dal Piano nazionale: in media, oltre 120 giorni per un elettrocardiogramma da sforzo, 177 per una colonscopia, 112 per una visita endocrinologica, 114 per un ecocolordoppler, 350 giorni per una mammografia, oltre 3 mesi per un’ecografia a capo e collo.

«Il dato regionale sulle liste di attesa non è certamente soddisfacente, ma nel 2017 rispetto al 2016 stiamo migliorando. Purtroppo partivamo da una situazione molto compromessa e abbiamo dovuto apportare dei correttivi». Il direttore del dipartimento Salute, Giancarlo Ruscitti, non nasconde il problema ma è certo che si possa cambiare passo. «Paghiamo - spiega Ruscitti - una serie di problematiche, ad esempio la carenza di personale che stiamo però risolvendo».

Quello delle lunghe liste di attesa è un problema mai risolto, anzi che negli ultimi 15 anni si è incancrenito. Però, il direttore del dipartimento Salute è convinto di aver individuato la soluzione che, nei prossimi mesi, potrà portare ad un “netto miglioramento”. «La nostra idea - spiega - è quella di utilizzare, a piano ospedaliero completato, gli ospedali di base per i controlli. Attualmente siamo bravi nelle urgenze, riuscendo a garantire celerità ma siamo molto meno bravi nei controlli a cadenza fissa». In sostanza, il nodo principale è rappresentato dalle liste di attesa “programmate”, cioè quegli esami o visite che dovrebbero essere smaltite entro 60 giorni dalla prenotazione. In Puglia, invece, spesso quando ci si trova ad effettuare una prenotazione al Cup la prima data utile offerta va oltre i due mesi. Il sistema è talmente ingolfato che persino per le prestazioni “urgenti”, quelle che richiedono rapidità nella diagnosi e che dovrebbero essere smaltite entro 72 ore, non vengono rispettati i tempi limite. Ecco qualche esempio: per una visita di chirurgia vascolare urgente l’attesa media in Puglia è di 33 giorni; per una risonanza alla prostata e vescica 50 giorni; per una colonscopia addirittura 83 giorni; per un elettrocardiogramma da sforzo 30 giorni; per un holter 46 giorni, per una risonanza magnetica alla colonna vertebrale 41 giorni.

«I dati attuali non sono ancora soddisfacenti, ma sono in miglioramento: abbiamo imbroccato la strada giusta», assicura ancora Ruscitti. La situazione, rispetto al panorama regionale, è più confortante nell’Asl di Lecce, dove - ad esempio - per una mammografia l’attesa è di 2 giorni. Per quanto riguarda, invece, una risonanza magnetica al cervello e alla colonna vertebrale l’attesa per una prima visita è di 46 giorni, se l’esame è senza mezzo di contrasto e di 30 con mezzo di contrasto. Stessi tempi anche per la risonanza magnetica alla colonna, senza e con mezzo di contrasto. Piccole note positive in uno scenario regionale “non soddisfacente”, come ammesso dallo stesso Ruscitti.

Le lunghe liste di attesa rappresentano una delle cause della mobilità passiva che la Regione Puglia ha più volte dichiarato di voler abbattere. «La Puglia è ormai di fatto priva di un sistema di assistenza sanitaria: non è una presa di posizione politica, ma un vero e proprio grido di dolore in favore dei cittadini pugliesi», interviene Andrea Caroppo, consigliere regionale Sud in testa-Salvini premier. «Dopo i dati che certificano come non siano garantiti i livelli essenziali di assistenza giungono quelli relativi alle liste d’attesa per gli accertamenti diagnostici: fino a un anno e passa per le prestazioni in regime ordinario e fino a oltre due mesi per le urgenze. A questo punto, sì, i viaggi della speranza diminuiranno, ma solo perché i pugliesi moriranno in attesa, in attesa di sapere come stanno». «In Puglia - rincara la dose il deputato Rocco Palese (Forza Italia) - siamo in una situazione di profonda ingiustizia sociale, con diritti fondamentali, come quello alla salute, che non vengono garantiti ai cittadini. Negli ultimi 15 anni i pugliesi hanno pagato oltre 3 miliardi di euro di tasse regionali aggiuntive, eppure dalle ultime verifiche risulta che non vengono garantiti i livelli essenziali di assistenza e le liste d’attesa sono chilometriche». V.Dam.


Data: 31/10/2017.   Fonte Notizia: Nuovo Quotidiano di Puglia

 

 

Comuni della provincia di Lecce

 

 

Viaggi culturali in Puglia

Viaggi culturali in Puglia

 

 

Partners Commerciali

 

 

Shuttle/Navetta
nei comuni di ...

 

 

 

SALENTO
da scoprire ...

Monumenti del Salento