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Dalla rubrica: Sport

CAVASIN: LECCE, CHE RIMONTA CON LIVERANI SI PUO' SOGNARE

“Nostalgia, nostalgia canaglia...”, come canta ancora Albano. Gli chiedi del Lecce, dopo la vittoria sulla Reggina, e Alberto Cavasin ...
 

Clicca per ingrandire“Nostalgia, nostalgia canaglia...”, come canta ancora Albano. Gli chiedi del Lecce, dopo la vittoria sulla Reggina, e Alberto Cavasin che viaggia, la mattina della domenica, in direzione Udine per assistere a Udinese-Cagliari, sbobina il nastro dei tanti ricordi dei tre anni vissuti all’ombra del Barocco, fra il tramonto del secolo breve e l’alba del terzo millennio, con la panchina d’oro per le due salvezze consecutive conseguite in serie A con la squadra salentina. «Era la metà di ottobre del 1999 - dice -. Vincevamo per 2-1 e proprio negli ultimi minuti fu espulso il nostro portiere Chimenti. Restammo in dieci perché avevo già esaurito le tre sostituzioni. In porta mandai Lima, che me lo aveva chiesto, e il brasiliano si rese artefice di due straordinarie parate che ci assicurarono la vittoria».

Ha appena finito di rispondere ad un’intervista della Rai, dove ha parlato del Napoli. Riprendere il filo del discorso sul Lecce gli riaccende emozioni che cogli nelle flessioni della voce. Ed è un andare avanti e indietro fra un passato che si porta nell’animo ed il presente. «Si vede che è scritto che contro la Reggina il Lecce debba sempre vivere gare epiche, sia che si giochi in serie A, sia che si giochi in serie C. Questo Lecce di Liverani, capace di rispondere con immediatezza ed autorità ad un non previsto doppio svantaggio iniziale, ha dato prova di forza caratteriale oltre che tecnica; reagendo subito ad un momento di grande difficoltà ha ribadito di avere struttura di squadra e risorse individuali importanti».

Quelle risorse che Liverani ha indicato spesso come indispensabili per risolvere le situazioni a proprio favore nei momenti di difficoltà. Leggasi conclusioni dalla lunga distanza come nel caso di Ciancio, o su punizione, finalmente, per la prima volta, con la seconda magìa consecutiva di Tsonev. «Non si mettono in fila dodici risultati utili consecutivi per caso - dice l’uomo di Treviso, la promozione in A con il Verona, nel 1981-82, in B con il Bari nell’83-84 e la Fiorentina (che si chiamava Florentia Viola), riportata in C/1 nel 2003-2004), ultima panchina in A con la Sampdoria nel 2011, nel 2016 alla guida, finita con l’esonero, del Leyton Orient in Inghilterra la squadra allenata da Fabio Liverani senza fortuna nel 2014. E sul conto di Liverani, Cavasin dice cose importanti. «Aveva già fatto benissimo a Terni. A Lecce ha avuto il merito di prendere subito in mano la squadra, non ha pagato dazio per l’ambientamento e la conoscenza degli uomini, sta tirando fuori il meglio da un organico già di grande qualità, con una squadra che ha sentito il profumo della B per tutti questi anni, perdendola ai play off. Non sarà facile contrastare il Lecce in testa al campionato, anche se gli avversari sono di tutto riguardo e terranno aperti i giochi sino alla fine».

Il Catania soprattutto, ma anche il Trapani. «Sarà una corsa a tre sino alla fine, con il Lecce nella veste di lepre. Le due siciliane hanno colto sabato risultati importanti, anche se il Catania ha vinto sul fischio finale. Ma la squadra di Lucarelli, in serie A sino all’altro ieri, conta su una struttura tecnica dove Lodi, con esperienza di serie A sulle spalle, fa da guida in campo a giocatori di grande valore. E poi sarà anche un duello fra due allenatori come Liverani e Lucarelli, un ex leccese, che conosco bene per averlo avuto con me nel Lecce. Storia importante da calciatori per entrambi e adesso la voglia di affermarsi come tecnici. Il Trapani sembra abbia superato ogni incertezza iniziale, ha colto un successo molto significativo contro la Virtus Francavilla, bella realtà del campionato. Sarà vietato concedersi distrazioni. A me piace rivedere il Lecce con la felicità calcistica che abbiamo vissuto insieme».

E ritorna, “nostalgia, nostalgia canaglia...”. «Vivevo la quotidianità del mio lavoro - dice - con la tifoseria, eravamo un corpo unico con i nostri tifosi, società, squadra. Ci si rapportava col sorriso in ogni circostanza, nel prendere un caffè, nel passeggiare, con donne, bambini, sacerdoti, in città il calcio veniva vissuto in ogni situazione, anni positivi, belle partite, bellissime vittorie, 2-0 contro la Juventus di Conte, Del Piero e Ancelotti, la vittoria sul Torino. Ci torno molto volentieri, sai. La scorsa estate sono stato in vacanza a Otranto, mi hanno chiamato a Nardò per una gara per beneficienza, ho ritrovato tantissimi amici, Giorgetti, Chevanton, altri. Ecco, mi piace immaginare Lecce ancora così felice per il calcio. In un confronto serrato con realtà altrettanto grandi come Catania, la serie A smessa da poco. Trapani. La competizione sarà durissima. Ma questo Lecce, se regge il passo, ce la può fare».



Data: 20/11/2017.   Fonte Notizia: Antonio Imperiale, Nuovo Quotidiano di Puglia

 

 

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