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Dalla rubrica: Cronaca

GABELLONE AVVERTE LE SCUOLE: «NIENTE SOLDI IN CASSA AULE SENZA RISCALDAMENTI»

Inverno al freddo e al gelo nelle scuole.
 

Clicca per ingrandireInverno al freddo e al gelo nelle scuole. «Non ci sono soldi in cassa, non posso accendervi il riscaldamento»: è il messaggio che arriva dalla lettera inviata dalla Provincia ai dirigenti scolastici delle scuole superiori di tutto il Salento. Un rischio che incombe su tutto il territorio ora che, complice la temperatura, in molti istituti erano state attivate le procedure per accendere i termosifoni. Che, appunto, potrebbero restare sulla carta.

Antonio Gabellone, presidente dell’ente di Palazzo dei Celestini, non sa come fare per quadrare in cerchio. Tradotto: erogare servizi, a fronte della penuria di fondi. Una questione che si trascina dal 2015 quando la riforma Delrio fu concretizzata. Da allora le Province piangono miseria e povertà perché - pur mantenendo importanti competenze, per quanto riguarda la scuola l’edilizia scolastica e la gestione di servizi essenziali: riscaldamento, luce, acqua, telefono, sicurezza, i fondi sono trasferiti con il contagocce.

Il testo della lettera parla chiaro. «A fronte delle istanze pervenute - si legge - si comunica che questo Servizio ha completato nei giorni scorsi l’iter istruttorio per l’individuazione degli operatori economici a cui affidare il servizio di avvio degli impianti di riscaldamento degli istituti scolastici di competenza. Nonostante gli sforzi profusi dai Servizi tecnici, tuttavia, il mancato conseguimento dell’auspicata copertura della spesa da parte dei Servizi finanziari e la mancata approvazione del bilancio di esercizio dell’ente non consentono di procedere all’aggiudicazione definitiva e, quindi, all’avvio dell’esercizio di suddetti impianti termici».

Il risultato è chiaro, stress alle stelle e preoccupazione dei presidi che già ora cercano di far fronte con i fondi d’istituto, ma la coperta è molto corta e ogni anno, puntualmente, si torna a parlare di servizi essenziali a rischio. E Roberto Calienno, segretario regionde Cisl scuola, alza il tiro: «È inaudito che nel 2017, i responsabili degli enti locali, democraticamente eletti, non si adoperino per il bene e la salute dei cittadini e dei giovani. Questi problemi devono essere affrontati con la giusta tempistica. Oggi è il primo giorno di freddo, ma la Provincia di Lecce avrebbe dovuto pensarci prima».

Stando ai sindacati della scuola il Salento rappresenta un unicum tra le Province pugliesi. Nessun presidente, infatti, stando alle informazioni dei sindacati della scuola ha inviato una missiva di questo tenore.

Come? Si domanda il presidente Gabellone che deve fronteggiare un profondo rosso da 15 milioni di euro: una ripartizione di fondi per le Province ha portato all’ente di Palazzo dei Celestini 4,1 milioni, ma questo non basta ad abbattere il debito che Gabellone afferma essere stato prodotto dalla Provincia per garantire i servizi di sua competenza. Tra cui, appunto, le spese scolastiche che rappresentano una voce tutt’altro che trascurabile.

«Mi rendo conto che il problema torna ogni anno in primo piano - afferma Gabellone - e la causa è ben nota a tutti. Siamo arrivati ad accumulare un debito di 15 milioni e non possiamo continuare a farlo crescere». A Palazzo dei Celestini il bilancio non è stato approvato in attesa di una boccata d’ossigeno dalla Regione. «La situazione è drammatica - insiste Gabellone - e stiamo cercando di capire come affrontare questa emergenza. Non possiamo continuare a fare debito su debito. La Regione potrebbe, ma non c’è sicurezza al riguardo, rimborsarci somme per le spese non fondamentali del 2015 e del 2016. Bisogna vedere quanto eroga e speriamo in una forbice che parte da tremilioni, sino a sette. Questo ci consentirebbe di chiudere il bilancio con uno sbilanciamento inferiore rispetto agli attuali dieci milioni. Tanto rimane dopo i fondi recuperati in precedenza».


Data: 21/11/2017.   Fonte Notizia: Maddalena Mongiò, Nuovo Quotidiano di Puglia

 

 

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