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Dalla rubrica: Turismo

LA RETE DEI CENTRI STORICI «NOI RADICE DEL PAESE»

Piccoli centri storici, grande risorsa: i borghi del Mediterraneo fanno squadra, per affermare che radici del Paese resistono alla globalizzazione.
 

Clicca per ingrandirePiccoli centri storici, grande risorsa: i borghi del Mediterraneo fanno squadra, per affermare che radici del Paese resistono alla globalizzazione. Se il turismo si conferma come un importante driver della crescita e se il 2016 è stato un anno di forte incremento delle presenze in Italia, con gli esercizi ricettivi che hanno registrato il massimo storico di oltre 400 milioni di presenze e 117 milioni di arrivi (trend confermato anche nel 2017), è anche il frutto delle politiche di riqualificazione che hanno consentito negli anni di rilanciare e recuperare il patrimonio storico architettonico e artistico dei centri storici. Le “vetrine” hanno fatto il resto: da Parigi a Vienna, da Monaco ad Amsterdam, sino a Bruxelles, soltanto per citare le fiere che hanno visto di recente “PugliaPromozione”, l’Agenzia regionale del turismo, impegnata a mettere in mostra le bellezze della regione nelle principali città europee raggiungibili con voli diretti.

«La Regione Puglia ha fatto un lavoro di squadra con altre regioni e con il Mibact, creando - spiega l’assessore regionale all’industria turistica, Loredana Capone - una rete di saperi comuni sui borghi e mettendo insieme i percorsi in un unico itinerario italiano. Nel 2018 promuoveremo i borghi e li racconteremo attraverso l’esperienza del cibo. Un filo conduttore che mette insieme un patrimonio comune pieno di potenzialità». «I borghi pugliesi, con le loro particolarità e unicità, possono diventare un prodotto turistico di straordinario appeal. Da parte nostra - aggiunge l’assessore - l’impegno ad offrire servizi sempre migliori ed un’accoglienza 365 giorni l’anno». Temi che da ieri tengono banco nella quinta conferenza internazionale dei “Borghi più belli del Mediterraneo”, organizzata dal Comune di Cisternino in collaborazione con l’Associazione “I Borghi più belli d’Italia”, il Politecnico di Bari e la Regione Puglia. Dalle mostre all’analisi, con il prezioso apporto di tecnici professionisti operanti nel settore edile e nelle costruzioni, esperti di storia dell’arte, dell’architettura e della conservazione dei beni artistici, esponenti di ordini professionali e delle istituzioni. A fare gli onori di casa, il sindaco del comune brindisino Luca Convertini e l’assessore al Turismo Mario Saponaro. Tema centrale della quinta edizione: "Tutela, recupero e valorizzazione dei centri storici nei piccoli comuni".

«Dobbiamo lavorare le parole della Capone - per proporre un’offerta turistica alternativa a quella, seppure meravigliosa, del mare, capace di soddisfare le famiglie, gli appassionati di sport, a cammini religiosi. È quello che la Regione sta provando a fare con il Piano strategico del turismo, e in particolare con le attività di Inpuglia365, raccordando Pubbliche amministrazioni, imprese, cittadini e stimolandoli a lavorare insieme su un progetto e un obiettivo comune che faccia della Puglia un posto attrattivo 12 mesi l’anno. Ciascuno di noi può contribuire a proteggere e valorizzare la bellezza del borgo che abita, a conservarne l’identità con consapevolezza e amore. Il cittadino è il primo ambasciatore del suo Comune. E la cultura è la linfa vitale di un territorio, specie in borghi bellissimi come quelli di cui gode la Puglia, e fa da traino per l’economia perché produce turismo e lavoro». In Puglia sono dieci i Comuni presenti nella rete dei “Borghi più belli d’Italia”: Alberona, Bovino, Cisternino, Locorotondo, Otranto, Pietramontecorvino, Presicce, Roseto Valfortore, Specchia e Vico del Gargano.

Oggi il convegno entra nel vivo, con un ricco programma che si snoda fra convegni, workshop (con paesaggisti, economisti e architetti), una sessione di formazione per i giornalisti (sul tema: “Giornalismo come strumento di promozione del territorio”). Ed ancora: concerti, mostre, spettacoli e degustazioni. Il tutto da vivere nel “cuore” di Cisternino, tra il cineteatro “Paolo Grassi”, la biblioteca comunale, il Maac (Museo Area Archeologica Arte Contemporanea), la sala consiliare e la chiesa matrice. Durante la conferenza, anche un educational in Valle d’Itria con quindici giornalisti, italiani e stranieri. N.Qua.




Data: 24/11/2017.   Fonte Notizia: Nuovo Quotidiano di Puglia

 

 

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