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Dalla rubrica: Cronaca

PIANO PER DECONGESTIONARE I PRONTO SOCCORSO

Piccoli ambulatori da collocare negli ospedali o, comunque, in sedi vicine dove trasportare e assistere tutti i pazienti in codice bianco, cioè i casi non gravi.
 

Clicca per ingrandirePiccoli ambulatori da collocare negli ospedali o, comunque, in sedi vicine dove trasportare e assistere tutti i pazienti in codice bianco, cioè i casi non gravi. E’ questa la proposta di legge che, nelle intenzioni dei consiglieri che l’hanno presentata in commissione, potrebbe risolvere il problema dell’intasamento dei pronto soccorso pugliesi. Basti pensare che, mediamente, i codici bianchi rappresentano circa l’80% del totale delle prestazioni e visite effettuate nelle strutture di prima emergenza, eliminando del tutto o quasi questa larga fetta si restituirebbe ai pronto soccorso la propria mission, quella di lavorare solamente sui casi urgenti e critici.

La proposta, a firma dei consiglieri Turco, Pellegrino, Vizzino, Pisicchio e Pendinelli, è stata discussa ieri in III commissione consiliare ma non è stata votata perché è stato chiesto un approfondimento tecnico al dipartimento Salute regionale. Quindi, bisognerà attendere prima il parere per andare avanti, magari provvedendo ad inserire dei corretti alla pdl. Il provvedimento, come detto, punta a decongestionare l’attività delle strutture di pronto soccorso depurandole degli interventi connessi a problematiche di bassa criticità. «A tal fine - spiegano i proponenti - è prevista la collocazione di sedi dei servizi di continuità assistenziale all’interno o nelle immediate adiacenze di presidi ospedalieri dotati di ponto soccorso».

In questo modo si potrebbe raggiungere anche un secondo obiettivo, quello di garantire maggiore sicurezza al personale. Ieri si è discusso in commissione anche del riordino del 118 e, in particolare, di due proposte di legge presentate precedentemente dai gruppi del M5S e di Forza Italia. I due argomenti, pronto soccorso e 118, in realtà sono strettamente collegati: anche per il 118 i codici bianchi o verdi rappresentano un problema nella gestione del servizio di emergenza perché occupano e impegnano mezzi e soccorritori in interventi non urgenti.

Il 118 paga anche una carenza di medici, infermieri, autisti e di mezzi, per questo la Regione Puglia sta già pensando ad una riorganizzazione complessiva che riguarderà pronto soccorso, 118 e punti di primo intervento territoriale. L’ipotesi al vaglio del dipartimento Salute è quella di lasciare attivi solo i pronto soccorso che superano i 20mila accessi l’anno, quindi 9 strutture potrebbero chiudere per essere trasformate in Punti di primo intervento territoriali (Ppit).

I Ppit, articolazione del 118 e dotati di ambulanza medicalizzata, potrebbero essere complessivamente 38, sei in più degli attuali: 17 a Bari, 7 a Foggia, 4 nella Bat, 3 a Taranto, 5 a Brindisi e 3 a Lecce. Il Movimento5Stelle, invece, propone un modello diverso. «La rete dell’emergenza-urgenza in Puglia va riformata, per questo chiediamo la calendarizzazione immediata della nostra proposta di legge presentata oltre un anno e mezzo fa», attacca il consigliere del M5S Mario Conca. «Non si può - continua il pentastellato - lasciare la rete del 118 appannaggio di onlus che purtroppo spesso lo sono solo sulla carta, dal momento che sfruttano il lavoro di volontari che arriveranno alla pensione senza oneri contributivi dopo essere stati mal pagati in nero con fondi pubblici. Medici convenzionati che litigano tra di loro per l’assenza di tutele, centrale operativa e coordinamento territoriale che non viaggiano all’unisono, inappropriatezza, rendono la questione non più derogabile. Una situazione per la quale abbiamo presentato anche un esposto alla Procura di Brindisi».

«Si tratta di vicende gravissime - incalza Conca - sulle quali bisogna intervenire con urgenza intenalizzando il servizio, come abbiamo chiesto con la nostra proposta. La politica regionale - conclude il consigliere pentastellato - non può continuare a far finta di niente, in questo modo i problemi della rete dell’emergenza-urgenza in Puglia non potranno far altro che aumentare - conclude - a scapito del personale medico e della salute dei cittadini».


Data: 01/12/2017.   Fonte Notizia: Vincenzo Damiani, Nuovo Quotidiano di Puglia

 

 

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