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Dalla rubrica: Cronaca

UE, BONUS DI 238 MILIONI PER L'INNOVAZIONE NELLE IMPRESE DEL SUD

E altri 362 milioni per la competitività delle Pmi italiane.
 

Clicca per ingrandire«Le misure contenute nella legge di Bilancio, a partire dal meccanismo di decontribuzione per le assunzioni dei giovani, sono una occasione straordinaria per aggredire la disoccupazione giovanile, per dare una spallata al problema». Ne è certo il premier Paolo Gentiloni. E dall’Unione europea risorse concrete per dare forza alla ripresa e alla crescita. La via 4.0, per il governo, è la strada da seguire.

E all’indomani del messaggio lanciato di Gentiloni dal palco del teatro Mercadante a Napoli (ospite del forum del quotidiano il Mattino sui giovani e il Sud, ha messo nero su bianco gli impegni del governo per il Mezzogiorno, affidando all’analisi e al dibattito politico previsioni e prospettive legate allo sviluppo del Paese, da Roma in giù), l’Unione europea arriva, come manna dal cielo, un bonus per l’Italia di 665 milioni di euro. A dare forza ai progetti di sviluppo.

«Oggi abbiamo delle condizioni per investire e creare lavoro al Sud senza precedenti, grazie alla creazione di condizioni legislative straordinariamente positive», le parole del premier. Per Gentiloni, misure come il credito d’imposta «che è stato rafforzato e ha generato nei primi 8-9 mesi dell’anno 3 miliardi», il meccanismo della decontribuzione per assunzioni di giovani «che al Sud vale doppio», o misure previste nel decreto Mezzogiorno, come le Zes, il programma “resto al Sud”, il programma di sviluppo agricolo sulle terre abbandonate, o il pacchetto di misure “imprese 4.0”, rappresentano per chi vuole investire una opportunità e un’occasione «senza precedenti», per rilanciare lo sviluppo e l’occupazione del Mezzogiorno, su cui «gravano non solo i ritardi di sviluppo storici rispetto al resto d’Italia» ma anche «gli interrogativi del futuro».

«Se la trasformazione tecnologica - il pensiero di Gentiloni - sarà o ricca o povera di lavoro, dipenderà dalle scelte che la politica e le imprese faranno per il futuro». Politiche che per il presidente del consiglio sono uno spartiacque con il passato: «Nessuno vuol riproporre la stagione della Cassa del Mezzogiorno, delle cattedrali nel deserto, ma un conto è prendere atto delle difficoltà che quella stagione ha avuto, un altro conto è dimenticare che quella stagione ha prodotto anche grandi risultati positivi, grandi investimenti speciali per il Sud, e la politica non può rinunciare a delle politiche speciali e dedicate al Mezzogiorno».

Di sfida culturale ha parlato anche Gentiloni, alla quale le classi dirigenti del Mezzogiorno sono chiamate: «Serve serietà, continuità nell’azione di governo, collaborazione tra istituzioni di ogni livello, collaborazione tra impresa, mondo del lavoro e istituzioni pubbliche, per cogliere i frutti, che ancora non ci sono, della stagione positiva che l’Italia ha davanti».

E da Bruxelles, appunto, una mano concreta per le piccole e medie imprese e le industrie innovative, che potranno contare su altri 665 milioni di euro provenienti dai fondi strutturali europei. I finanziamenti andranno ad aggiungersi alla somma di 1,7 miliardi già a disposizione del programma nazionale “Imprese e competitività” e sono frutto di un aggiustamento tecnico eseguito nel 2016 da Bruxelles per tenere conto dell’impatto della crisi economica, che ha fruttato all’Italia 1,6 mld di fondi supplementari per il periodo di programmazione 2014-2020.

Nello specifico, 362 milioni saranno destinati interamente alla competitività delle pmi in tutto il paese, altri 287 milioni saranno investiti in progetti innovativi (49 milioni nel Centro-Nord, 238 milioni nel Mezzogiorno) per sostenere la strategia nazionale di «specializzazione intelligente» e favorire la collaborazione tra i centri di ricerca del Sud e del resto del paese. I restanti 16 milioni saranno destinati all’assistenza tecnica.

Quanto le politiche in campo riusciranno a incidere sulla crescita del Sud e a frenare la fuga di cervelli dal Mezzogiorno (una perdita di circa 200 mila laureati meridionali), è il nodo.


Data: 13/12/2017.   Fonte Notizia: Nicola Quaranta, Nuovo Quotidiano di Puglia

 

 

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