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LA SCURE DEL TAR: IL SAMSARA DI GALLIPOLI DOVRA' SMONTARE

Scure sul Samsara di Gallipoli: il lido più conosciuto della Puglia dovrà smontare.
 

Clicca per ingrandireScure sul Samsara di Gallipoli: il lido più conosciuto della Puglia dovrà smontare. Il Tar ha respinto il ricorso presentato dalla società Sabbia d’Oro srl, che aveva impugnato la revoca della concessione demaniale e il provvedimento del Comune con il quale si stabiliva di dover procedere allo smantellamento della struttura entro 60 giorni. La decisione è arrivata in queste ore con una sentenza breve nel merito bypassando la fase intermedia di un'ordinanza.
Secondo i giudici del Tar, il Samsara avrebbe violato l'ordinanza della Regione Puglia e l'ordinanza emanata dagli uffici del Comune di Gallipoli, emanata sulla base dei verbali della Capitaneria di Porto, è legittima. Il ricorso era stato discusso dal Tar di Lecce due giorni fa: è stato dichiarato in parte inammissibile e in parte da respingere.

Una decisione, quella dei giudici, che entra nel merito della vicenda. “Il ricorso risulta infondato quanto all’impugnazione del provvedimento con cui si dichiara la decadenza della concessione demaniale marittima - scrive il presidente del Tar, Antonio Pasca - e in proposito può anzitutto convenirsi con il ricorrente sul fatto che l’esercizio dell’attività di intrattenimento danzante con somministrazione di bevande alcoliche debba ritenersi in linea di massima consentito ai titolari e gestori di concessioni demaniali marittime adibite a strutture balneari (stabilimenti balneari, spiagge attrezzate). Erra tuttavia il ricorrente nel ritenere che lo svolgimento dell’attività di intrattenimento danzante e di diffusione sonora in se considerati abbiano costituito il presupposto della adozione del provvedimento impugnato. Nel caso di specie l’impugnato provvedimento di decadenza è stato adottato proprio a causa dell’accertata violazione di tutte le regole sopraindicate e, in particolare, con riferimento alla violazione dell’art. 3 comma 1 lett. s), relativo al superamento dei livelli di intensità acustica, sicuramente non compatibili con la destinazione all’attività di balneazione e in evidente violazione della specifica prescrizione che impone “un livello di emissioni sonore di intensità moderata e tale da non arrecare disturbo all’utenza balneare”.

Ora la guerra giudiziaria si sposterà davanti al Consiglio di Stato e non è escluso che la sentenza venga impugnata chiedendone la sospensiva. L'obiettivo dei legali del lido di Gallipoli dovrebbe essere quello di congelare il provvedimento in vista della decisione di merito in appello.


Data: 26/01/2018.   Fonte Notizia: Nuovo Quotidiano di Puglia

 

 

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