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SCUOLE NUOVE E PIU' SICURE: 90 MILIONI PER I COMUNI

Piatto ricco: 90 milioni di fondi per l’edilizia scolastica. E l’assessore regionale Sebastiano Leo va in “tour” per chiedere agli enti locali di avviare i progetti.
 

Clicca per ingrandirePiatto ricco: 90 milioni di fondi per l’edilizia scolastica. E l’assessore regionale Sebastiano Leo va in “tour” per chiedere agli enti locali di avviare i progetti. Di fare presto, soprattutto. Ristrutturazioni, messa in sicurezza, adeguamento sismico, efficientamento energetico di immobili adibiti a scuole pubbliche (purché di proprietà degli enti locali), costruzione di nuovi edifici scolastici e palestre: questi gli interventi previsti a fronte dei quali c’è già una prima disponibilità di finziamenti pari a 90 milioni a cui se ne potrebbero aggiungere 200 in una fase successiva. E con il Salento in prima fila per aggiudicarsi una parte cospicua della “torta” dei finanziamenti.

È la novità che questa mattina Sebastiano Leo, assessore regionale all’Istruzione, alla Formazione e al Lavoro, comunicherà ai sindaci dei comuni salentini nel corso di un incontro previsto nella sede della Regione Puglia a Lecce. Al centro del confronto il bando che sarà pubblicato a marzo (gli uffici regionali stanno già lavorando alla stesura) per consentire la presentazione dei progetti e quelli “promossi” saranno considerati fabbisogno da finanziare, anche con fondi diversi da quelli individuati sinora.

È la partita che la Regione gioca per il prossimo triennio per mettere in sicurezza le scuole e, soprattutto, rendere funzionali e efficienti. «Ci sono risorse importanti destinate all’edilizia scolastica – afferma Leo – e abbiamo unificato i fondi Pon e Por per razionalizzare l’utilizzo dei fondi. La legge finanziaria 2016 ha già stanziato 1,7 miliardi di euro, per l’edilizia scolastica, e la Regione Puglia sarà autorizzata a stipulare uno specifico mutuo con la Banca Europea degli investimenti con oneri di ammortamento a totale carico dello Stato per circa 90 milioni risorse che potranno aumentare. Il Miur ha già ricevuto il visto favorevole per un investimento a livello nazionale di ulteriori quattro miliardi di euro in virtù dei quali la Regione Puglia potrebbe essere autorizzata a stipulare mutui per ulteriori 200 milioni di euro. Il nostro impegno è stato e sarà notevole perché gli edifici scolastici devono essere adeguati all’utilizzo».

Il pilastro del “Piano triennale dell’edilizia scolastica 2018/2020” sarà il fabbisogno, dunque, e il Piano sarà modulato secondo quanto previsto nel decreto interministeriale (Mef-Miur-Mit) che fissa i criteri della programmazione nazionale la cui pubblicazione è attesa per le prossime settimane. L’incontro voluto da Leo con i sindaci salentini (dopo l’incontro con i sindaci baresi, poi toccherà anche alle altre province) correrà su un doppio binario: da una parte sollecitare le amministrazioni comunali ad attivarsi «per essere pronte a partecipare al bando», dall’altra tendere la mano ai sindaci in modo che dalla fase di progettazione si arrivi a quella esecutiva. «Il Piano triennale deve essere formulato con la partecipazione degli enti locali – precisa l’assessore Leo – e sarà un’occasione importante per rendere sicuri e funzionali gli edifici scolastici. Vogliamo una costruzione partecipata e condivisa degli atti programmatori regionali e questo primo confronto serve a chiarire quali saranno i principali criteri definiti dalla Regione nel bando per la definizione del fabbisogno triennale per l’edilizia scolastica».Cantiere già aperto, dunque, senza aspettare il riparto dei fondi a livello provinciale con l’obiettivo di accelerare sui processi, quelli dei lavori pubblici, che non brillano per celerità. E in quest’ottica questa mattina Leo chiederà ai sindaci «l’avvio degli iter amministrativi e progettuali per le scuole di loro proprietà».

I nuovi criteri pongono anche sfide stimolanti per i progettisti. Il punteggio attribuito al progetto sarà calcolato sulla base di diversi indicatori: numero di studenti presenti nella scuola, livello di progettazione, completamento di lavori già iniziati, dismissione delle locazioni passive (gli immobili che pesano sui bilanci pubblici perché utilizzati a fronte di un affitto). Ma ci sono anche altri parametri: sostenibilità ambientale dell’intervento, progettazione partecipata, qualità dell’architettura, consumo di suolo zero.

Una grossa chance per rimettere in sesto le scuole salentine e dare ossigeno al comparto dell’edilizia: la sfida è lanciata. Con l’altro obiettivo da raggiungere: evitare ritardi, purtroppo, sempre in agguato.



Data: 01/02/2018.   Fonte Notizia: Maddalena Mongiò, Nuovo Quotidiano di Puglia

 

 

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