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Dalla rubrica: Cronaca

UN MICROCHIP RESTITUISCE LA VISTA

Parla salentino l’eccellenza della sanità oculistica italiana: i medici dell’equipe che ...
 

Clicca per ingrandireParla salentino l’eccellenza della sanità oculistica italiana: i medici dell’equipe che nei giorni scorsi ha impiantato una retina artificiale in una paziente non vedente, sono infatti di origine magliese. Lo è il primario Francesco Maria Bandello dell’ospedale San Raffaele di Milano, a capo dell’unità che ha operato la donna non vedente, insieme al concittadino, Antonio Giordano Resti, responsabile del servizio di Chirurgia oftalmoplastica dello stesso ospedale che ha eseguito l'impianto della protesi sottoretinica.

Il delicatissimo intervento è stato condotto da un’équipe di specialisti in chirurgia vitreoretinica e oftalmoplastica diretta dal dottor Marco Codenotti e facenti capo all’Unità di Oculistica, diretta proprio dal professor Francesco Maria Bandello, ed è stato possibile grazie al sostegno di Banca Mediolanum, che ha interamente finanziato l’intervento. La paziente sta bene ed è stata dimessa dall’ospedale. Ora attende l’accensione del microchip che stimolerà gradualmente la retina, consentendole di reimparare a vedere.

Attualmente questo nuovo modello di protesi sottoretinica (Alpha AMS) è stato impiantato solo in pochissimi pazienti ed esclusivamente in due centri europei. Il 20 gennaio scorso è stato eseguito il primo impianto italiano, al San Raffaele. La paziente, una donna di 50 anni, è affetta sin dalla giovane età da retinite pigmentosa, una malattia genetica dell’occhio che provoca la graduale riduzione della vista: i primi sintomi sono iniziati durante l’adolescenza e in seguito la visione si è gradualmente ridotta fino a esaurirsi totalmente.

Il microchip misura circa tre millimetri e contiene 1600 sensori. Il dispositivo viene inserito al di sotto della retina, in corrispondenza della macula, in modo da stimolare il circuito nervoso che naturalmente collega l’occhio al cervello: in questo modo si sostituisce all’attività delle cellule non più in grado di fare il loro lavoro. Il principio di funzionamento si basa sulla sostituzione dei fotorecettori della retina, cioè le cellule specializzate (i coni e bastoncelli) deputate a tradurre la luce in segnali bioelettrici che arrivano al cervello attraverso il nervo ottico. I fotorecettori ormai non più funzionanti vengono sostituiti da un fotodiodo, un microscopico apparato elettronico in grado di trasformare la luce in uno stimolo elettrico.

Bandello è il medico che ebbe in cura Silvio Berlusconi quando, nel 2014, ebbe il problema agli occhi causato da uveite.




Data: 06/02/2018.   Fonte Notizia: Maurizio Tarantino, Nuovo Quotidiano di Puglia

 

 

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