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Dalla rubrica: Sport

«LECCE AIUTATO DA DUE FLOP ORA SERVONO TRE IMPRESE»

E il pallone dei sogni, quello griffato “serie B”, tornò a rimbalzare nel cielo di aprile ...
 

Clicca per ingrandireE il pallone dei sogni, quello griffato “serie B”, tornò a rimbalzare nel cielo di aprile, nella “due giorni” che si è consumata fra il pomeriggio della domenica e la sera del lunedì, sui palcoscenici di Reggio Calabria, del “Fanuzzi” di Brindisi, del “Massimino” di Catania con ben 14mila spettatori a tormentarsi per aver rimesso il filo del futuro prossimo nelle mani del Lecce, e lo struggente pianto corale dei protagonisti sul campo. La giostra pallonata, straordinaria per l'imprevedibilità dei suoi giri, restituisce il potere immediatamente alla compagnia di Liverani, ancorché ancora ansimante come quella vista a Reggio, dopo la settimana di ritiro, con le bocche chiuse, nel convento romano. Si ricomincia da dove ci eravamo lasciati prima della perdita della certezze cullate a lungo. Con l’impegno a monetizzare la nuova svolta per uscire finalmente dell’inferno.

«La sconfitta del Trapani, il pareggio del Catania, che sembravano volare sulle ali dell’entusiasmo dopo lo stordimento leccese provocato dal pari col Siracusa, hanno ribadito che la volata verso la B, riesce a mietere le sue vittime a turno», è il senso dell’analisi di due ex che hanno lasciato il segno nella storia giallorossa, il “principe” romano Beppe Giannini, e il bomber brindisino Mimmo Francioso. Hanno seguito entrambi in televisione Catania-Juve Stabia. Dice Giannini: «Il Lecce è tornato favorito. Il Catania aveva già perso diverse occasioni per tornare in corsa, contro la Juve Stabia, in una gara equilibrata mi aspettavo molto di più dagli etnei che si erano ritrovati fra le mani, come il Trapani, il pallino della promozione diretta, che adesso è tornato nelle mani di Liverani, anche se non ha brillato a Reggio Calabria. Ma in questo momento si gioca sempre sul filo dei nervi, davvero conta soprattutto il risultato. È facile rilevare come la pressione per la promozione non risparmi nessuno».

Dice Francioso: «Catania e Trapani hanno sprecato la loro grande occasione, rilanciando il Lecce. Il Catania mi è sembrata una squadra molto forte, che ha pagato però l’obbligo di dover vincere a tutti i costi, ognuno cercava di dare il massimo, e il collettivo passava in secondo piano. Contro una Juve Stabia che ha dato anche senso al successo di Lecce, il Catania nel finale, per l’ansia del risultato ha messo in atto un arrembaggio disordinato che mi ha ricordato il secondo tempo leccese contro il Siracusa. Mi ha sconcertato l’intervista finale di Lucarelli, quando affermava “Nessuno ci ha regalato niente. La Juve Stabia ci ha contrastato. Dimenticando che la Juve Stabia a Lecce aveva vinto, e nessuno si era lamentato. La vittoria leccese di Reggio vale oro, ora che conta soprattutto il risultato. Nel corso della stagione capita di vivere certe fasi dalle quali sembra difficile uscire. Accadde a noi in serie B. Il successo di Reggio è uno stimolo per ritrovare equilibrio e serenità».

Pro e contro i ritiri e il silenzio stampa? Dice Giannini: «Il silenzio stampa può servire per ricompattare il gruppo». Replica Francioso: «Non cambia niente. Certo tutti fanno i conti con le tensioni in questo periodo».

Di Piazza che nega la mano al suo allenatore al momento della sostituzione è il segno di un malessere? Ecco Giannini, la voce dell’allenatore: «Io considererei il momento particolare. L’episodio ci può stare. Va compreso. Io avrei sdrammatizzato come intelligentemente ha fatto Liverani. L’allenatore pensa al bene collettivo. Si chiariranno certamente nel chiuso degli spogliatoi». Poi l’analisi di Francioso: «L’attaccante è un animale particolare. Vive per il gol. E vuole provarci sino alla fine. Lo si fa uscire in anticipo per regalargli l’ovazione collettiva o perché non sta giocando bene. Magari Di Piazza, che voleva dare il massimo alla squadra, può aver colto questo segnale. La reazione ha in sé qualcosa di positivo. Sono convinto che il bomber sia già tornato sui suoi passi. La concorrenza ha sempre le due facce, positiva o negativa, dipende da come uno la vive. Il Lecce ha bisogno di tutti. Deve vincere le tre partite che deve giocare sino alla fine».

Si comincia con il Racing Fondi. Giannini lo ha allenato per le prime quattro giornate. Poi si sono avvicendati altri tre allenatori.

Il Lecce non ha alternative. Deve fare nove punti in tre gare, per la certezza promozione senza tener conto delle altre concorrenti. Il pericolo maggiore arriva adesso con le due squadre che devono salvarsi. Fondi e Paganese. Vincendole giocherà a Monopoli con la carica della promozione da cogliere e festeggiare. Ma attenzione al Racing. È una partita trappola. Quando c’ero io era ancora una squadra in costruzione. Non c’era Nolè, Lazzari era appena arrivato (entrambi sono stati squalificati dal giudice sportivo, ndc). Giocatori che hanno fatto la B. Dal centrocampo in avanti i laziali sono molto pericolosi. Domenica hanno segnato quattro gol, pur perdendo, due gol li hanno segnati in dieci. Può diventare una gara a rischio se non la si prende con il piglio giusto».


Data: 11/04/2018.   Fonte Notizia: Antonio Imperiale, Nuovo Quotidiano di Puglia

 

 

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