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ILVA, IL DECRETO TOGLIE I SIGILLI A TUTTI I PRODOTTI

Passa l'emendamento: sequestri inefficaci.
 

Clicca per ingrandireIl primo passo è stato fatto: il decreto che permetterà all'Ilva di riprendere la produzione indipendentemente dai sequestri operati dalla magistratura ha ottenuto l'ok delle commissioni Ambiente e Attività produttive della Camera. Con poche ma significative correzioni, il testo firmato dieci giorni fa dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano approda ora in Aula. Già martedì il decreto potrebbe ottenere il sì dei deputati e passare all'esame del Senato per la definitiva conversione in legge. Secondo il ministro dell'Ambiente Corrado Clini, «la direzione è quella buona», e le modifiche al testo «migliorano in maniera più esplicita la componente salute».

Dieci su cinquantadue, complessivamente, gli emendamenti approvati nelle commissioni. Spicca quello relativo alla commercializzazione dei prodotti: un rigo solo, aggiunto al terzo comma dell'articolo 3, specifica che riguarda anche i prodotti «realizzati antecedentemente alla data di entrata in vigore del presente decreto legge». Vale a dire, anche quelli sottoposti a sequestro preventivo da parte della magistratura tarantina perché ritenuti frutto del reato. La legge, però, non guarderà solo all'azienda: un altro emendamento, infatti, prevede che vengano rimodulate le risorse regionali sanitarie, destinandone una parte maggiore a Taranto. Sostanzialmente viene superato lo scoglio del blocco del turn-over, quanto meno in riva allo Jonio, vista l'emergenza sanitaria in atto. Verrà inglobata nella normativa, inoltre, anche la valutazione del danno sanitario, così come richiesto a più riprese soprattutto dalla Regione Puglia. Un altro emendamento al decreto, definito di "partecipazione democratica", chiede che il «garante, nominato entro 10 giorni dalla conversione del decreto, riferisca ai cittadini sull'andamento dei monitoraggi».

Ma se in Italia si discute soprattutto della necessità di riavviare la produzione e salvaguardare decine di migliaia di posti di lavoro, in Europa si chiede invece di spingere l'acceleratore sul versante ambientale: il Parlamento europeo ha invitato le «autorità italiane a garantire con estrema urgenza il recupero ambientale del sito» dell'Ilva. Strasburgo, approvando una risoluzione presentata dall'eurodeputata Erminia Mazzoni (Pdl), chiede inoltre che «i costi sostenuti in relazione alle azioni di prevenzione e di riparazione adottate siano coperti conformemente al principio "chi inquina paga"».

Soddisfazione, in ogni caso, è stata espressa dal panorama politico sull'iter di approvazione del decreto. Il governatore pugliese Nichi Vendola osserva: «Si tratta, al netto di tutte le questioni che attengono ai profili di costituzionalità, di arricchimenti cruciali per affrontare i complessi e incandescenti nodi del siderurgico nel capoluogo jonico. In particolare per la Regione Puglia è davvero importante che nella normatva sia inglobato il principio della valutazione del danno sanitario che sottolinea l'indisponibilità del bene salute, al cui primato vanno subordinati tutti gli altri beni che lo Stato deve comunque tutelare». Parla di un «passo decisivo» il deputato dell'Udc Salvatore Ruggeri, componente della commissione Attività produttive della Camera. «Auspichiamo - aggiunge, riferendosi anche ai magistrati - che tutti i poteri dello Stato abbiano a cuore le sorti di ventimila famiglie, e che abbiano buon senso per comprendere che il decreto è garanzia del processo di riqualificazione di Taranto».

Ma ambiente, lavoro e salute fanno parte di una triangolazione la cui soluzione non è certo facile. Lo spiega il ministro della Salute Renato Balduzzi, nel corso di un'audizione in commissione Sanità del Senato sull'Ilva: «Il punto di vista del ministero si riassume nel fatto che non c'è alternativa a tenere insieme tre elementi come salute, ambiente e lavoro. Nella loro gerarchia la salute è al punto più alto, ma non può essere usata per escludere gli altri elementi, perché se ventimila persone perdono il lavoro ci sarà comunque un'incidenza sulla salute. La sfida - ha aggiunto Balduzzi - è quella di vincere la partita di riduzione delle emissioni e di avere uno strumento permanente di monitoraggio sanitario». E proprio su questo fronte, il ministro annuncia che «tra qualche giorno saremo in grado di presentare ulteriori dati». Dati che potrebbero essere integrati con quelli del registro tumori, così come proposto dal senatore del Pdl Michele Saccomanno, che spiega come sia «necessario e urgente, oggi più che mai, istituire un registro dei tumori in Puglia finanziato con fondi statali, soprattutto alla luce dell'aumento allarmante dei tumori nei bambini dell'area tarantina».



Data: 14/12/2012.   Fonte Notizia:

 

 

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